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A Monaco "Mediterraneo 2050", come su un'astronave ma nel mare
Oggi 24-02-26, 12:42
Monaco, 24 feb. (askanews) - Un viaggio nel tempo e nello spazio a bordo di un Nautilus che porta fino all'anno 2050. La sensazione è quella di trovarsi in una astronave ma la destinazione è il Mare Nostrum. L'Istituto Oceanografico di Monaco con "Mediterraneo 2050" ha dato vita a una mostra immersiva e interattiva presso il Museo Oceanografico di Monaco. Circa 1.000 metri quadrati di spazi espositivi e una nuova prospettiva per capire tutte le ragioni per impegnarsi a proteggere il nostro mare. Ci sono mille dettagli che ci sfuggono, ma che sono fondamentali per la sopravvivenza del Mediterraneo. Dall'importanza della posidonia sino all'impatto del traffico marittimo. Crocevia di civiltà passate e presenti, un tesoro vulnerabile. Pur rappresentando solo l'1% dell'oceano mondiale, ospita una biodiversità eccezionale, quasi il doppio di quella della Grande Barriera Corallina. Ma è in pericolo. Tiziana Caporale, responsabile del servizio Educazione e Animazione del Museo Oceanografico di Monaco, nostra guida d'eccezione: "Come primo approccio portiamo il visitatore a scoprire quali sono le origini del Mediterraneo e gli proponiamo un viaggio spazio-temporale per mostrargli quali sono le caratteristiche uniche del mare Mediterraneo a livello di specie, di diversità, ma lo portiamo fino al 2050, per mostrargli attraverso una sala che è completamente immersiva, la bellezza delle specie, la ricchezza di queste specie e soprattutto come può essere il nostro mare Mediterraneo se oggi, nel 2025, decidiamo di agire concretamente, ciascuno di noi, dal cittadino comune alle istituzioni pubbliche, per proteggere il mare. E quindi è un'esposizione che si vuole affascinante, perché vuole mostrare ciò che veramente abbiamo davanti ai nostri occhi e che dobbiamo proteggere", afferma. Da oltre un secolo, Monaco e il Mediterraneo sono legati da un vero impegno iniziato dal Principe Alberto I, portato aventi da Ranieri III e oggi guidato da Alberto II. Alberto I condusse 28 spedizioni scientifiche, fondò la CIESM nel 1919 (oggi Mediterranean Science Commission) e promosse la ricerca sugli abissi. Ranieri III rafforzò questo ruolo ospitando tra le tante iniziative e accordi promossi, nel 1959 la prima conferenza sulle scorie nucleari. Oggi Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II di Monaco è ampiamente riconosciuto a livello internazionale come un leader attivo nella salvaguardia degli oceani e nella promozione della sostenibilità marina, sostiene attivamente la "blue finance" come strategia economica e, oltre alla Fondazione che porta il suo nome, ha dato vita a numerose iniziative anche di confronto e dialogo. Servizio di Cristina Giuliano Immagini e montaggio askanews
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