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Addio al piccolo Domenico, Forza Italia: "Subito una commissione d'inchiesta per trovare la verità"
Oggi 21-02-26, 17:14
"Il chirurgo che ha eseguito il trapianto al piccolo Domenico è stato rimosso solo ieri. È una vergogna. Ma la direttrice dell'ospedale sa che nel reparto del primario sospeso lavora anche la moglie, trasferita non si sa perché dal Santobono e assegnata al reparto del marito contro ogni regola deontologica?". Lo afferma Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania. "Vogliamo una commissione di inchiesta regionale su quanto accaduto. Una commissione presieduta da un esponente della maggioranza, ma che venga istituita subito e faccia piena luce su questa vicenda". "Non possiamo essere vicini alla famiglia del piccolo Domenico solo in questo tragico momento. Ora è il momento del dolore e della commozione per una tragedia che ha lasciato sconvolto ogni italiano. Ma prendiamo l'impegno, solenne e morale, di fronte all'opinione pubblica, di non lasciare impunita ogni eventuale responsabilità", interviene il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri "Lo dobbiamo a questo bambino, lo dobbiamo alla famiglia, lo dobbiamo ai cittadini, lo dobbiamo al mondo della sanità, che tanti esempi di virtù ha offerto e offre all'Italia in ogni momento ma che deve essere il primo a esigere una punizione rapida es esemplare di chiunque, in qualsiasi ambito amministrativo o medico, abbia commesso degli errori gravissimi". "Non si può agire sull'onda dell'emozione - aggiunge - Ma non si può' neanche pensare di mettere nel dimenticatoio questa vicenda. La difesa della vita, che è il primo di ogni diritto, ci impegna in questa direzione, perché quando si parla di diritti bisogna ricordarsi che il primo diritto che precede ogni altro è il diritto alla vita". Sul caso già l'11 febbraio la Procura di Napoli aveva aperto un'inchiesta sulla vicenda, arrivando a indagare sei persone per il reato di lesioni colpose. Secondo la ricostruzione, il cuore donato da un paziente di Bolzano sarebbe arrivato a Napoli ormai già danneggiato irrimediabilmente: per questo erano stati sospesi dal servizio due medici dell'equipe che ha effettuato il trapianto e la direttrice del reparto di cardiochirurgia e trapianti. Con il passare dei giorni però la situazione del piccolo di due anni e 3 mesi era parsa sempre più complicata, fino alla notizia definitiva: il bimbo non è più trapiantabile. L'ultimo parere è stato quello del Bambino Gesù di Roma: "Secondo l'ospedale Bambino Gesù non è più trapiantabile", aveva confermato il 14 febbraio ai media il legale della famiglia Francesco Petruzzi. Poche ore dopo, era emerso come l'organo lesionato, il cuore "bruciato", trapiantato al piccolo avrebbe viaggiato da Bolzano a Napoli in un contenitore di plastica "comune", a cui era stato applicato ghiaccio secco. Questo sarebbe emerso dai primi accertamenti eseguiti dai carabinieri del Nas, che lo avevano sequestrato nei giorni scorsi a Napoli. Secondo una prima ipotesi, però, il problema non sarebbe tanto l'utilizzo di un contenitore in plastica al posto di un box tecnologico, bensì l'applicazione di ghiaccio secco (che raggiunge temperature di -80 gradi) al posto del ghiaccio classico (-4 gradi). Le temperature nettamente più basse potrebbero aver causato lesioni al cuore. Gli stessi Nas avevano effettuato anche degli accertamenti all'ospedale San Maurizio di Bolzano.
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