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Anguillara, il messaggio di Carlomagno alla moglie Federica: “Non mantengo più la calma”
Oggi 24-01-26, 17:42
“E ti dico, da stasera, vedi come ti devi confrontare con me. Perché visto che, fino adesso, come dici te, calma apparente, quello e quell'altro, io non la mantengo più”. E quanto dice Claudio Agostino Carlomagno in un messaggio vocale inviato alla moglie, Federica Torzullo, il 29 settembre del 2025, quattro mesi prima che la uccidesse con 23 coltellate e seppellisse poi il cadavere martoriato in un canneto adiacente alla sua ditta di scavi e movimentazione terra ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. L'audio è stato trasmesso da Quarto Grado, il programma condotto dai giornalisti Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi, nel corso della puntata andata in onda ieri sera. Il messaggio vocale Nel messaggio vocale il 45enne, al quale la procura di Civitavecchia contesta i reati di femminicidio e occultamento di cadavere, minaccia di perdere la calma: “non la mantengo più”. Stando a quanto emerso finora dalle indagini, la coppia era in fase di separazione e Federica aveva intrapreso da tempo una relazione affettiva con un altro uomo. Una frequentazione di cui Carlomagno sarebbe stato all'oscuro, come si evince dall'ordinanza con cui il gip Viviana Petrocelli ha convalidato l'arresto dell'indagato. Tuttavia gli investigatori non escludono l'ipotesi che l'uomo covasse rancore nei confronti della moglie, una rabbia poi esplosa nella notte tra l'8 e il 9 gennaio, quando si sarebbe consumato il delitto. Il condizionale è d'obbligo poiché, al momento, non è possibile stabilire con certezza l'ora del decesso. L'autopsia Nel corso dell'interrogatorio di convalida del fermo, Carlomagno ha raccontato di aver ucciso Federica attorno alle 6.30 del 9 gennaio, aggredendola in bagno con un coltello (a doppia lama) trovato nella stanza. Ma la versione fornita dal 45enne non convince fino in fondo gli investigatori. Gli esiti parziali dell'autopsia hanno restituito una serie di informazioni utili ai fini delle indagini, soprattutto per la ricostruzione della dinamica omicidiaria. Nello stomaco e nell'intestino della vittima sarebbero stati trovati residui di “cibo in chimicizzazione”, ovvero non completamente digerito. Ciò significa che, in ipotesi, la 41enne avrebbe consumato un pasto poco prima di morire. Se il dato fosse confermato dalle successive analisi scientifiche, cambierebbe lo scenario relativo alle tempistiche della brutale aggressione che, secondo chi indaga, potrebbe essere avvenuta la sera dell'8 gennaio. Bruzzone: “Un'esecuzione” Al momento è stata esclusa l'ipotesi della premeditazione, ma restano ancora molte zone d'ombra nella dinamica degli eventi e sul movente. Carlomagno ha spiegato di aver ucciso Federica al culmine di un litigio per l'affidamento del figlio, dopo che la stessa avrebbe minacciato di non fargli più vedere il bambino. O almeno, questo è quanto riferito dal 45enne agli investigatori. “Mi pare difficile conciliare quello che è accaduto con un dolo d'impeto. Questo tipo di personalità pianifica, progetta, gusta proprio nella fantasia quello che sta per accadere. A me sembra proprio un'esecuzione”, ha spiegato la criminologa Roberta Bruzzone ai microfoni di Quarto Grado. "La donna – ha proseguito – non viene solo uccisa, viene depersonalizzata completamente, annientata dal punto di vista dell'aspetto, del volto”. E infine, ha concluso l'esperta: “Solitamente questo tipo di delitto non matura in pochi istanti, è qualcosa che sedimenta e viene coltivato nel tempo. Questo è un tipo di rabbia che esplode perché c'è un progetto”.
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