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Appello al centrodestra: fate presto. La svolta? Il fermo preventivo
Oggi 02-02-26, 07:46
Ma quali «infiltrati?» Ma quale «corteo pacifico» sporcato da «frange cattive?». Anche i muri sapevano da giorni ciò che sarebbe successo sabato a Torino: una operazione premeditata di violenza organizzata. Il ministro Crosetto ha descritto bene la dotazione delle bande armate: «Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell'ordine, spranghe di ferro, scudi, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi». Il Tempo propone oggi di identificare i violenti a uno a uno. Vogliamo sapere nomi, cognomi, affiliazioni, precedenti. E li vogliamo processati e condannati. E qui scatta il tema che Giorgia Meloni ha fatto benissimo a sollevare. La premier ieri non ha solo visitato gli agenti feriti, con un gesto caldo e umanissimo. Ha aggiunto la domanda decisiva: la magistratura che intende fare? Incredibilmente, un magistrato qualche giorno fa ha indagato il poliziotto di Rogoredo «colpevole» di essersi difeso. E adesso che si fa con queste bande armate? Non può certo concludersi tutto a tarallucci e vino. Diciamocelo: se un agente avesse reagito e avesse freddato con una pallottola l'antagonista armato di martello, il primo sarebbe finito inquisito e il secondo sarebbe diventato il nuovo Carlo Giuliani. Questo doppio standard, questo strabismo giudiziario, deve finire. Come devono finire le protezioni politiche oggettivamente offerte ai centri sociali violenti da pezzi consistenti della sinistra. L'altra sera in corteo a Torino c'era pure un nuovo fenomeno della ditta Bonelli & Fratoianni, il deputato Marco Grimaldi. Ieri questo piccolo aspirante Salis (nel senso di Ilaria, santa protettrice degli okkupanti) ha preso le distanze, bontà sua, dal pestaggio del poliziotto, ma ha aggiunto di non avere nulla di cui scusarsi o vergognarsi politicamente. E invece no. Lui e i suoi capi stanno scherzando col fuoco, consapevolmente o meno. E sono pericolosi in entrambi i casi. Ma attenzione. Peggio di Grimaldi (che almeno si fa vedere) ci sono i sindaci (che si nascondono). Cos'ha da dire il sindaco di Torino Lo Russo, che a lungo ha offerto ad Askatasuna una vera e propria base logistica? O il suo collega di Bologna Lepore? O il milanese Sala? Sta lì il cuore della zona grigia, politicamente parlando. Quanto al centrodestra, rivolgo al governo e ai leader un appello: fate presto. Il pacchetto sicurezza sia varato subito, prima possibile. E non si dia retta a qualche giurista frenatore, a qualche pavido che non manca mai. Qui siamo e restiamo garantisti, ci mancherebbe: ma non siamo ciechi. La norma della svolta c'è: si tratta del fermo preventivo. Se un tizio con poderosi precedenti viene beccato mentre si sta recando a una manifestazione a rischio, e se gli vengono trovati addosso o in auto oggetti per colpire, venga trattenuto in Questura. Come minimo. Fate presto, e gli italiani vi applaudiranno.
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