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Attacco a Caracas: arrestato Nicolàs Maduro. Il trionfo di Donald Trump
Ieri 04-01-26, 07:47
Una manciata di minuti alla mezzanotte e il cielo di Caracas viene squarciato dal rumore del volo di circa 150 tra caccia, bombardieri, droni, aerei di ricognizione e poi i boati di bombardamenti precisi come il bisturi di un chirurgo che hanno colpito basi militari e parlamento. L'ordine dell'attacco al Venezuela è partito da Mar-a-Lago alle 4.46 ora italiana: «Good luck and Godspeed», le parole del presidente Usa, Donald Trump che hanno dato il via all'operazione «Martello di Mezzanotte». Alle due ora locale il presidente venezuelano Nicolàs Maduro e sua moglie, Cilia Flores sono stati arrestati. A Caracas il silenzio è surreale. Le immagini che arrivano non appena si fa giorno, ritraggono una città deserta. I venezuelani aspettano. «Da qualche giorno abbiamo fatto scorta di cibo e di quanto potesse servirci», una delle poche voci di italo-venezuelani che vivono nella capitale. Non una parola di più. La paura, del resto, è parte di quel regime che da anni soffoca libertà e democrazia e solo uno sguardo sbagliato può fare la differenza tra vivere o morire. Un'operazione attesa quella degli Stati Uniti, annunciata da oltre un anno, già durante la campagna elettorale, preparata con cura in ogni dettaglio da mesi e messa in campo ad agosto con l'invio di forze navali militari nel Mar dei Caraibi. Numerosi e costanti gli avvertimenti del presidente Usa al capo del regime, intervallati da attacchi navali alle imbarcazioni dei narcos e da ultimo dal blocco delle petroliere in entrata e in uscita dal Venezuela. Fino alle 2.01 del mattino del 3 gennaio (le 7.01 a Roma), quando «la forza è arrivata al complesso di Maduro», racconta il capo di Stato maggiore congiunto americano, il generale Dan Caine, in conferenza stampa insieme a Trump. «Le squadre si sono mosse con velocità, precisione e disciplina, isolando l'area per garantire la sicurezza mentre procedevano all'arresto. Durante l'azione, gli elicotteri sono stati colpiti dal fuoco e hanno risposto in autodifesa con forza schiacciante», ha commentato. Un velivolo è stato danneggiato ma «è rimasto operativo e tutti gli aeromobili sono rientrati». «Maduro e sua moglie, entrambi incriminati, si sono arresi e sono stati presi in custodia dal dipartimento di Giustizia, con il supporto delle forze armate statunitensi, senza alcuna perdita di vite americane», ha dichiarato Cain. I due arrestati sono stati imbarcati sulla Uss Iwo Jima. Il presidente venezuelano è stato preso mentre cercava di raggiungere una stanza blindata, diversi membri della scorta, tra i quali un cubano, sarebbero stati uccisi. Secondo fonti americane Maduro e la moglie potrebbero essere a New York già domani per essere sottoposti a processo. Incriminato dal Dipartimento di giustizia americano anche il figlio Ernesto. Presto per dire se ci si trova di fronte alla fine del regime ma certamente l'operazione militare è stata «perfetta», sottolinea Trump. Se lo sia quella politica è tutto da vedere. Intanto il tycoon incassa il successo e detta la linea. Gli Stati Uniti saranno «molto coinvolti nei prossimi passi per il futuro del Venezuela» ha annunciato il capo della Casa Bianca, sottolineando l'importanza di riprendere il controllo delle infrastrutture petrolifere. Washington «si farà carico di governare il Paese» attraverso un gruppo scelto dallo stesso Trump fino «a quando non saremo in grado di effettuare una transizione sicura, adeguata e giudiziosa». Sulla possibile leadership dell'opposizione, inclusa María Corina Machado, il presidente ha affermato: «Dobbiamo valutare. È una grande donna ma non ha supporto nel suo paese». Washington però ha finora contattato solo la vicepresidente di Maduro, Delcy Rodríguez, affermando che si è «resa disponibile a fare quello che è necessario fare». La stessa che da Caracas ha dichiarato: «Maduro è il solo presidente, difenderemo la nostra patria»
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