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Bandecchi (Dimensione): “Energia, ok modifica ETS ma il nodo resta il nucleare. Acceleriamo subito o l'Italia affonda”
Oggi 03-03-26, 14:08
L'escalation in Medio Oriente, con il blocco dello Stretto di Hormuz, ha riportato il caro energia al centro della vita di famiglie e imprese italiane: gas e petrolio sono tornati a correre e con loro bollette e carburanti. Il leader di Dimensione, Stefano Bandecchi, interviene sul tema rilanciato nei giorni scorsi da Meloni: indipendenza energetica come priorità assoluta, ma con il nucleare come unica via immediata per famiglie e imprese. “Si deve accelerare immediatamente sul nucleare. Al momento non ci sono altre strade. La Presidente Meloni ha rilanciato il tema dell'energia, affermando che il tema della produzione e del costo è assolutamente prioritario in Europa. Condivido pienamente e da sempre sostengo che l'indipendenza energetica debba essere il primo obiettivo del governo italiano: è cruciale per la nostra sicurezza, interna ed esterna”, dichiara in una nota Bandecchi, che aggiunge: “Le aziende pagano prezzi fino al 40% più alti rispetto ai concorrenti europei, perdendo mercati. Le famiglie, schiacciate da caro vita, disoccupazione e stipendi bassi, spendono in bollette fino a un quarto del reddito: mediamente 1.500 euro annui a nucleo nel 2025, con picchi del 25% per i più poveri”. Oggi alla pressione strutturale sui prezzi si somma l'effetto della guerra in Medio Oriente: il TTF, l'indice di riferimento per il gas europeo, ha registrato nelle ultime settimane un balzo del 25% in una sola seduta, tornando ai massimi da febbraio 2025, mentre petrolio, benzina e gasolio hanno ripreso a salire. Il solo rischio di una chiusura prolungata di Hormuz, da cui transita circa un quinto del GNL mondiale, potrebbe spingere il gas europeo fino a 90 euro/MWh, quasi triplo dei livelli recenti, con un impatto devastante sull'industria energivora e sulle bollette di milioni di famiglie. “A causa di una produzione interna insufficiente – l'Italia importa una quota rilevante di elettricità e una fetta di gas e petrolio dalle aree oggi in guerra – ogni crisi in Medio Oriente si traduce direttamente in aumenti in bolletta, così come avvenuto per la guerra in Ucraina”, prosegue Bandecchi. “Nel 2025 oltre il 25% dell'import di petrolio e gas naturale dell'Italia arriva dal Medio Oriente, con il Qatar che da solo copre più di un terzo del nostro GNL: è come avere la spina della nostra economia in una presa che può saltare ogni volta che si accende un conflitto”. La questione, sottolinea Bandecchi, è complessa: meccanismi, regole e piattaforme di scambio richiedono tempo per una revisione globale. “Tempo che non abbiamo. Con le rinnovabili attuali non raggiungiamo l'indipendenza: il fabbisogno 2026 sarà di 325 TWh e, finché l'elettricità italiana resta agganciata al prezzo marginale del gas, ogni crisi internazionale significa rincari immediati per tutti. Possiamo e dobbiamo spingere su rinnovabili ed efficienza, ma senza una produzione programmabile, stabile e a basse emissioni, resteremo ostaggi del TTF e dello Stretto di Hormuz”. “La soluzione, che propongo da quando ho messo piede in politica, è il ritorno immediato al nucleare, puntando sugli SMR: piccoli, ultra sicuri, ad alta resa. Un impianto SMR da 250 MW alimenta 250.000 abitazioni e occupa in totale 6 ettari di terreno; un fotovoltaico equivalente ne richiede 300, un agrivoltaico 600. Inoltre l'energia prodotta da nucleare è continua, a differenza delle FER, ed è la più pulita: emissioni di CO₂ del 90% inferiori al gas. E si tratta di strutture modulari, con standard di sicurezza elevatissimi e di rapida costruzione.” “Il ministro Pichetto Fratin annunciò nel 2024 un DL sulla delega nucleare, approvato poi nell'ottobre 2025: con quella legge l'Italia si è dotata dello strumento per rientrare nel nucleare sostenibile, dagli SMR agli AMR, ma ora bisogna correre,” ricorda Bandecchi. “La delega scade nell'ottobre 2026: governo e Parlamento devono completare entro quella data non solo la norma, ma piani tecnici, decreti, regolamenti attuativi e di sicurezza per avviare subito progettazioni, autorizzazioni e cantieri, a partire dalla filiera degli SMR.” Nel frattempo, i costi del non fare si accumulano: malgrado le misure tampone sui bonus bollette, il nuovo shock del gas legato all'Iran rischia di annullare i benefici del DL Bollette 2026, mentre le imprese vedono riaprirsi la forbice dei costi con i competitor extra UE. “Ogni ritardo costa chiusure aziendali – 15.000 nel 2025 secondo Unioncamere – e mette a rischio migliaia di posti di lavoro nella manifattura, già indebolita da quattro anni di caro energia e tassi elevati”, insiste Bandecchi. “Se vogliamo davvero proteggere famiglie e imprese dalle guerre di oggi e da quelle di domani, dobbiamo liberarci dal ricatto energetico mediorientale. Questo significa tre cose: diversificare subito le forniture di gas e GNL, rafforzare scorte e infrastrutture europee, accelerare su rinnovabili ed efficienza. Ma soprattutto – ed è il punto che tutti evitano – scegliere ora il nucleare come pilastro del nostro sistema energetico”, conclude. “Se nel 2027 dovesse malauguratamente vincere la sinistra “no a tutto”, il nucleare salterà per anni e continueremo con gas e fossili inquinanti, importazioni dall'estero, famiglie povere e aziende fallite. L'alternativa è decidere adesso: si deve fare dell'Italia il Paese europeo che, grazie agli SMR, si stacca per sempre dalla roulette russa dello Stretto di Hormuz e dei problemi geopolitici internazionali e mette al riparo bollette, lavoro e competitività.”
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