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"Bce pronta allo choc energetico". Europa, la promessa della Lagarde
Oggi 25-03-26, 13:00
La Bce è pronta a intervenire in qualsiasi riunione, se necessario, per mantenere l'inflazione al 2% e non si lascerà "paralizzare dall'esitazione". Lo ha assicurato la presidente, Christine Lagarde, aprendo la conferenza organizzata dall'Istituto per la stabilità monetaria e finanziaria dell'Università Goethe di Francoforte. "Siamo pronti, se necessario, ad apportare modifiche alla nostra politica in occasione di qualsiasi riunione", ha assicurato Lagarde. "Abbiamo una strategia concepita per un mondo caratterizzato da una maggiore incertezza, incentrata sui rischi e sugli scenari. Disponiamo di una serie graduale di opzioni per reagire. E - ha osservato Lagarde - partiamo da una posizione migliore qualora dovessimo intervenire. Non interverremo prima di disporre di informazioni sufficienti sull'entità e la durata dello shock e sulla sua propagazione. Ma non ci lasceremo paralizzare dall'esitazione: il nostro impegno a garantire un'inflazione del 2% nel medio termine è incondizionato". "La nostra strategia - ha spiegato Lagarde - ci aiuta inoltre a definire come impostare la politica monetaria in modo adeguato. Gli shock dal lato dell'offerta vengono spesso descritti come una scelta binaria per le banche centrali: ignorarli o reagire quando le aspettative di inflazione rischiano di perdere il loro ancoraggio. In realtà, pero', possiamo reagire in modo più graduale.In linea con l'orientamento a medio termine della nostra strategia, la risposta adeguata a uno scostamento dell'inflazione dall'obiettivo dipende dal contesto e non solo dalla sua origine - in questo caso, uno shock dal lato dell'offerta - ma anche dalla sua entità e persistenza". In primo luogo, ha osservato la presidente della Bce, "se lo shock energetico appare di entità limitata e di breve durata, dovrebbe valere la classica prescrizione di ignorarlo. I ritardi di trasmissione implicano che una risposta di politica monetaria arriverebbe troppo tardi e rischierebbe di essere controproducente". In secondo luogo, ha proseguito Lagarde, "se lo shock dà origine a un superamento ampio, sebbene non troppo persistente, del nostro obiettivo, potrebbe essere giustificato un aggiustamento misurato della politica. La risposta ottimale a tale scostamento è minore quando la causa è costituita da interruzioni esogene dell'offerta piuttosto che da una forte domanda, ma non è necessariamente pari a zero. Inoltre, ignorare completamente un tale superamento dell'obiettivo potrebbe comportare un rischio di comunicazione: l'opinione pubblica potrebbe avere difficoltà a comprendere una funzione di reazione che non reagisce". In terzo luogo, ha concluso, "se prevediamo che l'inflazione si discosti in modo significativo e persistente dall'obiettivo, la risposta deve essere adeguatamente incisiva o persistente. In caso contrario, entrerebbero in gioco meccanismi di autoalimentazione e il rischio di disancoraggio diventerebbe acuto. La nostra strategia aggiornata è esplicita su questo punto: scostamenti ampi e prolungati richiedono un intervento deciso di politica monetaria, che si trasformi in persistenza man mano che il ciclo di inasprimento matura, per impedire che tali scostamenti si radichino. È troppo presto per dire dove dovremo collocarci in questo spettro. Fortunatamente, possiamo valutare attentamente la situazione, poiché stiamo affrontando questo shock partendo da una buona posizione. L'orientamento di politica monetaria è sostanzialmente neutro, l'inflazione è in linea con l'obiettivo da circa un anno e le aspettative di inflazione a più lungo termine sono ben ancorate. Nel prossimo periodo, le informazioni in arrivo ci forniranno maggiore chiarezza su come il conflitto potrebbe evolversi e su come l'economia sta reagendo. Monitoreremo attentamente gli sviluppi e - ha assicurato - definiremo la politica monetaria in modo adeguato per raggiungere il nostro obiettivo".
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