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Bufera su Botteri: "Un neretto...". Lo spot antirazzista è un autogol
Oggi 23-02-26, 14:44
La polemica esplosa attorno alla discussione televisiva sul cosiddetto “caso Bastoni” ha assunto dimensioni ben maggiori rispetto all'episodio in campo che l'aveva generata. Al centro del dibattito non c'è più solo la simulazione del difensore dell'Inter, che ha provocato l'espulsione del giocatore bianconero Pierre Kalulu, ma l'interpretazione politica e sociale di quell'azione. Durante la puntata di “In altre parole”, il programma di approfondimento condotto da Massimo Gramellini su La7, la giornalista Giovanna Botteri ha assunto una posizione netta. Nel corso della trasmissione, commentando la simulazione di Alessandro Bastoni, Botteri ha affermato che, oltre ad essere un gesto antisportivo, quell'azione potrebbe avere una dimensione di discriminazione. “È anche un giocatore nero, tra l'altro, c'è anche l'elemento razzista”, ha dichiarato, aggiungendo che la scena sarebbe stata “schifosissima” e “immonda”. Le parole di Botteri, oltre a richiamare l'attenzione su un possibile elemento di razzismo, hanno utilizzato espressioni – come il riferimento alla carnagione del giocatore – che hanno innescato forti reazioni da più parti. Un autogol praticamente. Il fatto di includere la “discriminazione razziale” nel commento su un episodio di gioco ha diviso l'opinione pubblica e il mondo sportivo. Molti critici hanno stigmatizzato il linguaggio usato in diretta, sottolineando come associarvi un movente razziale possa essere fuori luogo quando si discute soprattutto di comportamenti in campo anziché di discriminazioni sistemiche reali. Tra le voci critiche spicca quella dell'ex attaccante Aldo Serena, che ha risposto alle dichiarazioni di Botteri definendo la posizione della giornalista “superficiale, approssimativa e poco giustificabile” per un commento che, a suo avviso, dovrebbe restare entro i limiti della cronaca sportiva. La simulazione di Bastoni, come già documentato, ha portato alla conseguente espulsione di Kalulu nel corso della sfida tra Inter e Juventus, un episodio che aveva già diviso tifosi e commentatori prima dell'intervento televisivo. Bastoni stesso ha ammesso successivamente di aver accentuato il contatto e di non essersi comportato bene nell'esultanza che aveva seguito la decisione arbitrale. Al di là delle posizioni individuali, il dibattito che si è sviluppato attorno alle parole di Botteri tocca questioni più ampie: da una parte c'è chi ritiene lecita la sensibilità nel richiamare l'attenzione su possibili discriminazioni, dall'altra chi mette in guardia sul rischio di estendere categorie interpretative di tipo sociale a situazioni di natura esclusivamente sportiva. La vicenda resta aperta e continuerà ad alimentare confronti nei media e sui social, confermando – ancora una volta – come il linguaggio utilizzato nei dibattiti pubblici possa trasformare un singolo episodio di cronaca sportiva in un caso di più ampia risonanza sociale.
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