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Cavo Dragone scuote l'Europa: “Rilanciare la cooperazione con gli Usa. No all'esercito Ue”
Oggi 29-01-26, 09:18
"La Nato ha gli strumenti per rispondere alla crisi e ripensare sé stessa. Invece di parlare di esercito europeo, cerchiamo piuttosto nuovi modi di cooperazione militare tra Europa e Stati Uniti". Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, da un anno a capo del Comitato militare dell'Alleanza Atlantica e già Capo di stato maggiore della Difesa italiano. "È nel dna della Nato riflettere sul proprio ruolo, lo facciamo da 76 anni, continuando ad adattarci ai cambiamenti. I valori della sicurezza collettiva, la difesa della libertà e della democrazia restano centrali", spiega. Nonostante gli attacchi di Donald Trump: "Abitudine dei nostri ufficiali e anche mia è quella di prendere tempo e lasciare decantare ciò che viene detto sul momento. Però non vedo crisi; anzi, direi che usciamo più coesi e più forti dal dibattito e dagli ultimi stress test", risponde. La priorità? "Al cuore resta la minaccia russa, che è stata confermata dal 2022 e che guida la nostra strategia. Dobbiamo continuare a esercitare deterrenza. Ed è vero che gli Stati Uniti suonano la carica: hanno dato forti scossoni in nome di una necessità che io ritengo giusta, ovvero che i costi per la difesa collettiva vengano distribuiti in modo più equo - prosegue l'Ammiraglio -. L'ultimo summit dell'Aia la scorsa estate è stato un successo in questo senso: l'Europa s'impegna a più alte spese militari, adesso vanno assunte maggiori responsabilità operative". Mentre Volodymyr Zelensky parla di esercito europeo e non è il solo, Mark Rutte esclude che l'Europa possa fare a meno dell'ombrello Usa. "Non sposo l'idea di esercito europeo - dice Cavo Dragone - resto legato alla Nato assieme agli Usa. I militari americani rimangono fondamentali, potranno esserci in futuro dei riorientamenti parziali e ci adatteremo". "Vladimir Putin non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi strategici iniziali: mirava a prendere l'intera Ucraina e non ha neppure occupato tutto il Donbass. Si era illuso che la sconfitta della Nato in Afghanistan lo ponesse in vantaggio. Ma oggi la Nato è più forte e coesa di prima proprio grazie alla reazione contro l'invasione dell'Ucraina - conclude -. La Nato continua a lavorare affinché Kiev possa sedere al tavolo dei negoziati da una posizione non di debolezza. La speranza che si possa terminare questo orribile massacro c'è sempre. Ma onestamente vedo pochi passi avanti. Putin resta contrario al compromesso".
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