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Ceuta, Lisei a valanga: "Stesse scene con Schlein, Conte e Bonelli al governo"
Oggi 30-07-26, 21:57
L'assalto di migliaia e migliaia di marocchini e algerini a Ceuta, enclave spagnola in territorio marocchino e frontiera dell'Unione europea, è stato al centro del dibattito a 4 di sera, su Rete 4. A intervenire sulla questione è stato Marco Lisei, esponente di Fratelli d'Italia, che ha puntato il dito contro il modello di gestione dell'immigrazione sostenuto dalla sinistra spagnola e italiana. “Il modello della sinistra, che è quello spagnolo, perché Pedro Sanchez è stato il faro della sinistra italiana e lo è tuttora il faro della sinistra italiana per un'immigrazione aperta e confini aperti a chiunque, è un fallimento totale”, ha affermato Lisei. Secondo il parlamentare di FdI, la crisi di Ceuta non riguarda soltanto Madrid, ma l'intero continente: “È un fallimento non soltanto per la Spagna, è un fallimento anche per l'Europa, perché quelli sono i confini dell'Europa”. Lisei ha poi rivendicato la linea adottata dal governo italiano sui controlli alle frontiere e sulle procedure per la gestione delle richieste di asilo. “È il motivo per il quale l'Europa ha raccolto il modello italiano con i paesi sicuri e le procedure accelerate di frontiera. L'Italia ha guidato l'Europa e l'Europa sta andando in una direzione completamente diversa da quella della Spagna”, ha dichiarato. Nel corso del suo intervento, l'esponente di Fratelli d'Italia ha paragonato le immagini arrivate da Ceuta alle precedenti crisi migratorie vissute dall'Italia. “Quelle immagini sono le stesse che c'erano a Lampedusa, quando governava il centro-sinistra, con Letta, Gentiloni e Renzi, dove gli sbarchi erano oltre 600mila in quattro anni”, ha detto. Secondo Lisei, una politica di frontiere aperte rischierebbe di riproporre lo stesso scenario anche in futuro: “Saranno le stesse qualora andrà a governare Conte, Schlein, Bonelli, Fratoianni, perché è quello il modello che vogliono loro”. Il parlamentare ha quindi criticato quella che definisce una “finta integrazione”, sostenendo che una parte degli arrivi non sarebbe legata a situazioni di guerra o emergenza umanitaria. “La maggior parte non scappa da guerre. Dalle immagini si vedono tutti ragazzi giovani e provengono probabilmente dal Marocco, che rientra tra le liste dei paesi sicuri”, ha spiegato. Per Lisei, l'immigrazione economica deve essere gestita in base alla capacità reale di accoglienza dei singoli Stati: “Un'immigrazione in cerca di fortuna non può essere di quelle dimensioni, perché purtroppo, come abbiamo visto negli anni passati, prima che ci fosse il governo Meloni, quelle persone poi si riversano nelle strade, nei parchi, a spacciare, perché uno Stato non è in grado di accogliere un numero di persone superiore a quelle alle quali può dare effettivamente un lavoro”.
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