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Corteo violento, sinistra senza vergogna: "Trappola di Piantedosi"
Oggi 12-02-26, 08:00
Gli scontri di Torino sono un'imboscata del ministro dell'Interno. Marco Grimaldi, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra sceso a manifestare con gli antagonisti lo scorso sabato, accusa esplicitamente il governo. Il parlamentare, ai microfoni di Radio 24, descrive una versione piuttosto discutibile sulle colllusioni tra i suoi “bravi ragazzi” di Askatasuna e le forze dell'ordine. Soltanto cinquanta agenti su mille, a suo dire, sarebbero stati schierati davanti allo storico centro sociale del capoluogo piemontese, mentre la Prefettura, invece, prevedeva un'area a sicurezza rinforzata «che doveva essere inviolabile e non permeabile». Un vero e proprio invito, dunque, per chi avrebbe voluto creare disordini. «Si immagini – dice al giornalista dell'emittente radiofonica – se quelle 50 mila persone avessero in qualche modo forzato l'ingresso dell'intero corteo in quella zona rossa, magicamente aperta. Sarebbe stata una mattanza». Arriva, quindi, la bordata nei confronti di Matteo Piantedosi: «Non solo deve smettere di strumentalizzare noi e le forze pacifiche che animano quelle piazze, ma anche di creare trappole». A tale attacco, però, non ci stanno i partiti che sostengono l'esecutivo. «Si tratta di farneticazioni – appare in una nota, inviata da Fratelli d'Italia – che legittimano la violenza antagonista». Ancora più dura la senatrice meloniana Paola Ambrogio. «I goffi tentativi – sottolinea - di deresponsabilizzare chi ha seminato caos vanno respinti con fermezza e sdegno. Attribuire allo Stato la creazione di condizioni favorevoli allo scontro è una follia narrativa che offende il senso di responsabilità democratica e alimenta il conflitto sociale». Parla, pertanto, di «accusa grave e infamante» per «coprire il fallimento di chi, quel giorno, era in piazza con i centri sociali». Il suo collega e compagno di partito Giorgio Salvitti non esclude neanche le vie legali. «L'esponente di Alleanza Verdi e Sinistra – spiega – non dovrebbe utilizzare la libertà di manifestazione del pensiero per dichiarare falsità e assurdità, deliri al limite della querela». La politica, per il deputato Antonio Baldelli, deve continuare a svolgere il proprio compito e non fare da «stratega militare» o peggio immaginando possibili «scenari complottisti». È la prima volta, d'altronde, che un parlamentare si spinge così esplicitamente nei confronti del titolare del dicastero che si occupa di sicurezza. Detto ciò, non c'è nulla da meravigliarsi, considerando che parliamo dello stesso deputato che, dopo il pestaggio al poliziotto, aveva chiaramente evidenziato come «senza lo sgombero di Askatasuna non ci sarebbero stati problemi». Ecco perché più di qualcuno si chiede se sia arrivato il momento di prendere i dovuti provvedimenti verso l'onorevole diventato famoso per indossare la kefiah in Aula. Nessuno dimentica, infatti, la forte presa di posizione del rappresentante della sinistra per difendere Mohamed Shahin, imam torinese coinvolto nell'inchiesta per finanziare Hamas. Lo stesso "Marcone" di Bonelli e Fratoianni è sempre in prima fila quando si alza il livello della protesta. Non a caso, il prossimo 28 marzo, sarà a Roma nella grande manifestazione contro le destre e l'autoritarismo, a cui prenderà parte anche una delegazione di Askatasuna. Come perdersi l'evento clou antagonista?
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