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Da Tor Cervara a Ostia tutti in piazza per la legalità
Oggi 05-06-26, 14:15
Una città che protesta, che si mobilita e torna a occupare le strade per chiedere risposte. È la fotografia della Capitale di questo inizio giugno, attraversata da un crescente malcontento che unisce quartieri lontani tra loro ma accomunati dallo stesso sentimento: quello di essere stati lasciati soli di fronte a degrado, illegalità e insicurezza. Dalla periferia est al litorale romano, passando per il quadrante sud della Capitale, aumenta il numero delle mobilitazioni spontanee organizzate da associazioni, comitati di quartiere e residenti. Al centro delle contestazioni c'è la richiesta di una maggiore sicurezza urbana, considerata da molti cittadini la vera emergenza irrisolta della città. Tra le proteste più significative quella in programma domani a Tor Cervara, periferia Est, dove centinaia di cittadini si ritroveranno alle 10.30 tra via Cesare Tallone e via Raffaele Costi per chiedere più "sicurezza" e uno «sgombero definitivo» dei clandestini nordafricani dal «palazzo della paura», dove alcuni giorni fa è stata segregata per giorni e stuprata una colombiana di 32 anni. Una violenza che ha sconvolto la città e che ha mobilitato Don Coluccia, prete simbolo della lotta alla criminalità organizzata e allo spaccio di stupefacenti, il quale mercoledì si è recato nello stabile dove vivono circa 200 extracomunitari. Un viaggio all'inferno documentato da il nostro giornale, che era lì con lui. A organizzare la manifestazione l'associazione "Luce Sia" che proprio nei giorni scorsi aveva denunciato la rioccupazione dell'edificio. «Tutto è tornato come prima, nonostante in quei locali siano stati commessi reati gravissimi. I cittadini sono stanchi ed esasperati», spiega l'avvocato Tiziana Siano, presidente dell'associazione. Ma il malcontento non riguarda solo la periferia Est. Anche a Ostia, cittadini, balneari e associazioni si uniranno in una protesta concepita come «funerale civico», con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sullo stato di grave degrado e abbandono del territorio. L'appuntamento è fissato per il 14 giugno alle 21 in piazza Anco Marzio. La protesta promossa dall'associazione "Giustizia X Ostia" punta il dito contro il Comune accusato di aver attuato scelte amministrative "inefficaci" in particolar modo sul litorale, dove la metà dei lidi, a stagione balneare avviata, resta chiuso al pubblico. Ma non solo. Le contestazioni si concentrano sulla chiusura di stabilimenti come La Casetta, Kursaal, Shilling, Sporting Beach e L'Oasi, trasformati in luoghi di degrado, occupati da senza fissa dimora. Una situazione che registra ad oggi, secondo gli organizzatori «La morte di Ostia», con solo 45 concessioni firmate su un totale di 61 stabilimenti. Ma le proteste non finiscono qui. A Valco San Paolo, nel Municipio VIII, residenti e associazioni stanno organizzando nuove iniziative contro il degrado urbano e lo sfruttamento della prostituzione. Da Tor Cervara a Ostia, fino a Valco San Paolo, la richiesta è quella di «una città più sicura, vivibile e ben governata». Un grido che attraversa Roma e che ora si trasforma in mobilitazione collettiva.
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