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Delitto Villa Pamphili, i testimoni in aula: "Sembrava una bambola, non sapevo fosse morta"
Oggi 16-03-26, 19:00
Prosegue davanti ai giudici della Prima Corte d'Assise di Roma il processo per il duplice omicidio della piccola Andromeda, di appena 11 mesi, e della madre Anastasia Trofimova, trovate morte il 7 giugno scorso nel parco di Villa Pamphili. Nell'ultima udienza sono stati ascoltati diversi testimoni che hanno ricostruito sia i momenti del ritrovamento dei corpi sia i giorni precedenti al delitto. Tra le deposizioni più toccanti c'è quella di chi ha scoperto il corpo della bambina. "Stavamo passeggiando quando abbiamo notato qualcosa tra le sterpaglie. All'inizio sembrava un bambolotto: non si vedeva il viso ed era senza vestiti. Abbiamo subito chiamato il 112 e quando sono arrivati i soccorritori abbiamo capito che si trattava di una bambina", hanno raccontato i testimoni davanti alla Corte, nell'aula Occorsio del tribunale di piazzale Clodio. Sul banco degli imputati c'è l'americano Francis Kaufmann, oggi assente. Per lui l'accusa è di duplice omicidio aggravato, con contestazioni che riguardano i motivi ritenuti futili e abietti, la minorata difesa delle vittime, il rapporto affettivo con la compagna e il legame di parentela con la piccola, oltre all'occultamento dei cadaveri. Nel corso dell'udienza sono state raccolte anche le testimonianze di alcuni frequentatori abituali del parco che nelle settimane precedenti al delitto avevano notato Kaufmann insieme alla compagna e alla figlia. "Era maggio e quella mattina ero al parco con il mio cane", ha riferito una donna ascoltata in aula. "Quando l'animale è andato a riprendere la pallina nell'erba ha probabilmente svegliato una famiglia che dormiva lì vicino. Ho visto una ragazza bionda con una bambina in braccio e un uomo accanto a lei. Mi sono detta che dovevo fare qualcosa, perché non potevano vivere così, temevo potesse succedere qualcosa di brutto. Poi li ho rivisti altre volte". La presenza della famiglia nel parco è stata confermata anche da un uomo senza fissa dimora, che ha dichiarato di averli incontrati in due diverse occasioni. "Li ho notati due volte. In una circostanza stavano tirando fuori una tenda dai cespugli. Un'altra volta erano seduti su una panchina dove la bambina veniva allattata e parlavano tra loro in inglese". Anche una dipendente addetta all'apertura della villa ha raccontato di aver visto la coppia con la piccola nelle prime ore del mattino. "Erano circa le sei e li ho notati uscire attraverso le inferriate, quando il parco era ancora chiuso". Nel frattempo i giudici hanno rinviato l'audizione di tre testimoni che, nei giorni precedenti al ritrovamento dei corpi, avevano contattato il numero di emergenza segnalando la presenza di un uomo ritenuto sospetto mentre si aggirava nel parco con una bambina in braccio. Tra loro anche due ragazzi minorenni che avevano deciso di avvertire le forze dell'ordine dopo aver assistito alla scena. L'attenzione del processo si concentra ora anche sugli accertamenti tecnici. In aula è stato ascoltato il consulente informatico che ha eseguito le analisi forensi sui telefoni sequestrati a Kaufmann al momento del suo arresto, avvenuto il 13 giugno 2025 sull'isola greca di Skiathos. I dispositivi, è emerso, non erano protetti da password e dagli esami risulta che Anastasia utilizzasse lo smartphone dell'uomo per accedere alla propria posta elettronica. La prossima udienza è stata fissata per il 13 aprile. In quell'occasione verranno sentiti i periti incaricati di valutare le condizioni psichiche dell'imputato e stabilire se sia in grado di affrontare il processo
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