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Elly si sgola per il referendum. Ma Conte la “brucia” e fa il dibattito con Nordio
Oggi 25-02-26, 11:50
È il cartone animato più proiettato nei cineforum del campo largo. C'è un gatto che passa le giornate a escogitare trappole geniali per catturare la sua ossessione. E un canarino giallo che, con apparente leggerezza, le smonta una dopo l'altra. La scena è nota: il felino corre, pianifica, suda. Il volatile aspetta, osserva, colpisce al momento giusto. La differenza è che qui non siamo nei Looney Tunes, anche se i protagonisti ricordano parecchio Silvestro e Titti. Siamo dentro la partita vera per la leadership del campo largo. La segretaria del Pd aveva pensato di aver trovato la mossa decisiva: intestarsi la battaglia referendaria sulla separazione delle carriere, indossare la fascia da capitana dell'alleanza, costringere gli altri a inseguire. Una strategia lineare: se il referendum diventa il terreno identitario, chi lo guida diventa il punto di riferimento. Ma il leader del M5S ha scelto un altro campo. Niente rincorsa laterale: salto diretto nel confronto con il governo. Il faccia a faccia di oggi pomeriggio Palermo (alle 15 a Villa Igea) con il guardasigilli Carlo Nordio, è molto più di un dibattito tecnico. È il primo scontro simbolico tra chi vuole incarnare il No e chi difende la riforma. È soprattutto una prova di leadership, con tanti saluti alla segretaria dem. L'ex presidente del Consiglio ieri è entrato in pre-partita e collegandosi in diretta con una conferenza stampa dei suoi in Senato, ha filosofeggiato: «Il primato della politica non significa essere immune dal controllo della magistratura, cara Meloni». Come dire mentre Elly Schlein fa il lavoro "sporco", io interloquisco da pari a pari con chi conta. I sondaggi raccontano il resto. L'ultimo, sconfortante per il Nazareno, è quello andato in onda la settimana scorsa a Piazza Pulita. Numeri che restano bloccati: chi preferisce come leader dell'opposizione, viene chiesto al campione intervistato. La risposta è una doccia fredda: Giuseppe Conte al 40,1%, la segretaria del Pd ferma al 33%. Cambia la domanda: e se fosse obbligatorio votare il leader dell'opposizione? La distanza aumenta: l'avvocato di Volturara Appula al 55,3%, dietro il gatto del Nazareno al 44,7%. Qualche inquietudine per i fedelissimi della segretaria anche nella nuova schermata: quali potrebbero essere altri nomi? Fa incetta di preferenze la sindaca di Genova Silvia Salis, al 55,8%, dietro di lei Maurizio Landini che sfiora il 40%. In classifica compare per la prima volta anche l'ex capo della Polizia, Franco Gabrielli al 31,8%. Le rilevazioni fotografano un dato di fatto: l'elettorato Pd é poco convinto della segretaria. E ai gazebo delle primarie, potrebbe preferire il canarino pentastellato. Una vera e propria emergenza che ha spinto Elly Schlein ad assicurarsi il sostegno di Maurizio Landini. Basterà la macchina organizzativa della Cgil? Nel dubbio, il gabinetto di guerra dem ha motivato la numero uno: giochiamoci il tutto e per tutto nel referendum del 22-23 marzo sulla separazione delle carriere. I risultati, sul fronte interno, sono quelli che sono. Flashback: lunedì sera, all'Ostiense, grande aperitivo per brindare al ritorno di Rinascita, storica rivista del Pci. Il padrone di casa è Goffredo Bettini, ci sono anche la segretaria del Pd, Massimo D'Alema, Andrea Orlando, la coppia di Avs Bonelli-Fratoianni. Fuori dal locale scelto per il rendez-vous, si discute di primarie, tra funzionari, galoppini e assessori municipali, con una sola certezza, sussurrata a mezza bocca: se lo scontro sarà tra Conte e Schlein, prevarrà il primo. Un destino segnato: il canarino canta, il gatto rincorre.
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