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Epstein files, la base Maga si rivolta contro Bondi e Trump studia il siluramento
Oggi 02-04-26, 11:31
Donald Trump è sempre più deluso della gestione del dipartimento di Giustizia da parte di Pam Bondi, in particolare per la questione degli Epstein files, e negli ultimi giorni sta parlando di un suo licenziamento. Lo rivelano oggi media americani, citando fonti che sottolineano come il presidente stia anche facendo circolare un nome per il nuovo attorney general, Lee Zeldin, attualmente amministratore dell'Epa, l'agenzia per la protezione dell'ambiente. Secondo quanto riportano New York Times e Cnn, Trump non sarebbe irritato con Bondi solo per la questione dei file sull'inchiesta sul finanziere pedofilo, addossando a lei la responsabilità delle critiche da parte della sua base Maga, ma anche perché ritiene che con lei alla guida il dipartimento di Giustizia non starebbe portando avanti in modo sufficientemente aggressivo le inchieste contro i suoi oppositori politici, da lui chieste a gran voce sui social. Il presidente sarebbe anche deluso dalle capacità comunicative di Bondi. Non è comunque chiaro cosa Trump abbia veramente deciso, e il presidente ha anche diffuso una dichiarazione con cui ribadisce la sua fiducia nella ministra della Giustizia: "L'attorney general Pam Bondi è una persona straordinaria e sta facendo un buon lavoro". Senza contare che gli alleati della ministra sottolineano che ieri Bondi ha accompagnato Trump alla Corte Suprema, e poi era tra i ministri presenti durante il discorso alla nazione sull'Iran la notte scorsa. In realtà non è nuova la voce della sostituzione di Bondi con Zeldin, repubblicano newyorkese sconfitto nel 2022 nelle elezioni per governatore dello stato, considerato molto vicino a Trump: era circolata già lo scorso gennaio nel culmine della bufera per il caso Epstein, ma poi aveva perso di vigore quando si era allentata la pressione dei media sulla vicenda. Ma le fonti della Cnn riferiscono che dall'inizio di questa settimana alla West Wing si è ricominciato a parlare della volontà di Trump di silurare la ministra della Giustizia. Le voci tornano a circolare dopo che nei giorni scorsi Bondi ha ricevuto un mandato di comparizione da parte della commissione di inchiesta sul caso Epstein, quella davanti alla quale hanno deposto nelle scorse settimane i Clinton, su richiesta proprio di una deputata repubblicana, Nancy Mace, che ha accusato il dipartimento di Giustizia di aver condotto "uno dei più grandi insabbiamenti della storia americana, tre milioni di documenti sono stati pubblicati ma ancora non sappiamo la verità, mancano video, audio, ci sono ancora milioni di documenti mancanti". Anche altri cinque repubblicani, vicini alle posizioni Maga, hanno votato insieme ai democratici della commissione per la convocazione di Bondi, fissata per il 14 aprile, cosa che sta mettendo in imbarazzo il presidente repubblicano della commissione, James Comer, che sta lavorando insieme alla ministra per cercare di revocare la subpoena, il mandato di comparizione che è legalmente vincolante.
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