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Festa Inter all'Olimpico, la Lazio si arrende in finale
Ieri 13-05-26, 23:04
Missione compiuta. L'Inter batte la Lazio per 2-0 nella finale dello stadio Olimpico, a Roma, e conquista uno storico 'doblete' con Scudetto e Coppa Italia nella stessa stagione. L'ultima squadra a riuscirci è stata la Juventus nel 2018, mentre l'Inter ci era riuscita nel 2009/10 quando completò poi il Triplete con Jose Mourinho in panchina. In quella squadra c'era anche Cristian Chivu, che questa volta siede in panchina e diventa il primo allenatore nell'era moderna a realizzare la doppietta di fatto alla prima esperienza in panchina nella massima serie. Una finale senza storia, risolta dai nerazzurri dopo poco più di mezzora grazie ad un autogol di Marusic e al raddoppio del solito Lautaro. Per il bomber argentino si è trattato del terzo gol in carriera in una finale di Coppa Italia. Per i nerazzurri è il decimo successo nella coppa nazionale, a -5 dal record della Juventus. Nulla da fare per Maurizio Sarri e la sua Lazio, sconfitta senza attenuanti contro una squadra più forte. I biancocelesti chiudono una stagione tra mille difficoltà restando anche fuori dall'Europa. Per il tecnico toscano seconda sconfitta in altrettante finali di Coppa Italia. Stadio Olimpico tutto esaurito con 68mila spettatori e record di incasso. In tribuna i vertici del calcio italiano e non solo, vista la presenza anche del presidente del Coni Buonfiglio oltre al presidente del Senato La Russa tifoso nerazzurro. Per quanto riguarda le formazioni, nelle file biancocelesti Sarri (squalificato e in tribuna, ndr) schiera il giovane Motta in porta; in difesa Marusic, Gila, Romagnoli e Tavares; a centrocampo Basic, Patric e Taylor; il tridente offensivo è composto da Isaksen, Noslin e Zaccagni. Nelle file dell'Inter, invece, Chivu schiera in porta il portiere di coppa J. Martinez; in difesa Bisseck, Akanji e Bastoni; a metà campo Dumfries, Barella, Zielinski, Sucic e Dimarco; in attacco recuperato da titolare Thuram al fianco di Lautaro. Arbitra Guida. Inizio di partita a ritmi blandi, bisogna attendere una decina di minuti per il primo tentativo nerazzurro con un colpo di testa di Lautaro di poco fuori su cross di Barella dalla destra. Come prevedibile è la squadra di Chivu a fare la partita e dopo appena 14' i neo campioni d'Italia sbloccano il risultato grazie ad uno sfortunato autogol di Marusic, che devia di testa nella propria porta un calcio d'angolo battuto da Dimarco e sfiorato da Thuram. La reazione della Lazio fatica ad arrivare, l'Inter gestisce ritmo e possesso con tranquillità e senza rischiare. Anzi sono ancora i nerazzurri a sfiorare il raddoppio con un destro al volo di Dumfries da dentro l'area di rigore, Tavares in spaccata respinga il pallone diretto all'angolino. Il portoghese da salvatore diventa protagonista al contrario poco dopo la mezzora, quando da una sua palla persa Dumfries serve a Lautaro un facile assist per il 2-0 al 35'. La coppa inizia già a prendere la strada di Milano. Nel finale di tempo ci prova Zielinski dalla lunga distanza con il mancino, Motta respinge. La Lazio abbozza una timida reazione con Isaksen che dalla destra calcia a incrociare, ma la palla termina di pochissimo a lato. Alla ripresa nella Lazio esce Patric ed entra Rovella. I biancocelesti provano a spingere, ma senza riuscire ad impensierire in maniera concreta l'Inter. I nerazzurri appaiono in pieno controllo del match e quando affondano si rendono sempre pericolosi come con Barella e ancora con Dimarco per Lautaro. La squadra di Sarri, spinta dai suoi tifosi, ci prova con il cuore a riaprire i giochi e sfiora il gol con un destro da centro area di Noslin di poco a lato. Nuova girandola di cambi: nella Lazio dentro Cancellieri per Isaksen, nell'Inter Mkhitaryan per Sucic e Luis Henrique per Dumfries. Proprio l'esterno brasiliano sfiora appena entrato il gol del 3-0 calciando alle stelle un assist di Dimarco. Un altro nuovo entrato, Dia, ha invece l'occasione per rimettere in partita la Lazio ma Martinez in uscita non si fa sorprendere. Nel finale un po' di nervosismo e un accenno di parapiglia tra Dimarco e il neo entrato Pedro, però è ancora l'Inter a sfiorare il 3-0 con Zielinski. Dopo una percussione di Thuram, il centrocampista polacco conclude con un esterno destro che termina di poco fuori. Un colpo di testa di Dia parato ancora da Martinez in pieno recupero è l'ultima emozione di una partita che ne ha regalate poche, troppo netta la differenza di valori in campo tra le due squadre.
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