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Gaffe di Cuperlo su Papa Leone: “Nel Pd porte aperte ai cattolici alla Bergoglio”. E Ruffini spacca la Chiesa
Oggi 30-08-25, 14:33
Ci voleva un ex comunista per far capire al Partito democratico che senza i buoni auspici del Vaticano non si va da nessuna parte. Solo che Gianni Cuperlo, deputato di lungo corso ed ex presidente del Pd, nel farlo notare, in un'intervista apparsa oggi su La Stampa, commette una gaffe da non poco quando spiega che “A fine aprile ero nella folla che salutava papa Bergoglio, ho assistito seppure da lontano al Giubileo dei giovani: io credo che quella cultura cattolica possa trovare nel Pd l'accoglienza che merita”. Una dichiarazione di non poco conto, se pure il quotidiano torinese titola “nel Pd piena accoglienza ai cattolici alla Bergoglio”. Chissà come deve averla presa l'attuale pontefice, Leone XIV, che pur richiamandosi spesso al diretto predecessore tende ogni giorno a sottolineare, con fatti e parole, una certa distanza e soprattutto autonomia. La maldestra operazione comunicativa di Cuperlo è però ben presto spiegata. L'ex pupillo di Massimo D'Alema è uno dei maggiori sponsor di Ernesto Maria Ruffini, già direttore dell'Agenzia delle Entrate nonché fratello del giornalista Paolo, attuale prefetto del dicastero per la Comunicazione vaticana. Ruffini è il cosiddetto “Papa straniero” a cui un certo mondo ex Dc ed ex Margherita guarda da tempo per spodestare quella che in molti definiscono la “parentesi Schlein” e c'è chi s'illude, come Cuperlo, che basti schierare lui per riallacciare i rapporti con la Santa Sede, mai così tesi da quando al Nazareno siede la segretaria Elly. Progetti futuri, riposizionamenti in atto, dichiarazioni d'intenti e strizzatine d'occhio Oltretevere sono quindi tornati all'ordine del giorno in casa Pd. Certo è che una certa classificazione dei cattolici a cui si guarda, come quella apertamente dichiarata da Cuperlo, non è certo di buon auspicio con il nuovo pontefice, ancor più se il mondo a cui rivolgersi è quello alla Zuppi (anche lui citato da Cuperlo), ormai in aperto conflitto con Leone XIV. Sarà forse per ricucire con quell'universo assai legato a Bergoglio e Zuppi che il fondatore della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, è andato stamattina, sabato 30 agosto, in udienza da Leone? Più che probabile.
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