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Giallo di Pietracatella, gli esperti tedeschi: “Nessuna traccia di ricina nel sangue”
Oggi 19-08-26, 18:12
C'è un nuovo elemento che emerge dalle indagini sul giallo di Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove lo scorso dicembre Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, rispettivamente madre e figlia, sono morte per avvelenamento da ricina. Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, nel sangue di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, non sarebbero state rilevate tracce della sostanza. Stesso esito per l'altra figlia della coppia, Alice, risultata anche lei negativa alla tossina. Sarebbe questo il risultato degli esami effettuati dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, ai quali la Procura di Larino, che indaga per duplice omicidio premeditato, si è rivolta per accertare se i due superstiti avessero ingerito o fossero stati esposti alla ricina. Per gli specialisti tedeschi, padre e figlia “non sono mai venuti a contatto con la sostanza”, come dimostrerebbe l'assenza di anticorpi specifici nel loro sangue. Il dato, se confermato nelle conclusioni ufficiali, potrebbe segnare una svolta decisiva nell'inchiesta che, al momento, procede contro ignoti. Le nuove audizioni Nel frattempo, nella giornata di ieri, Alice Di Vita sarebbe stata nuovamente ascoltata dagli investigatori come persona informata sui fatti. Si tratterebbe della terza audizione per la 19enne che, fin dalle prime battute dell'inchiesta, ha fornito un contributo importante con la sua testimonianza, ricostruendo le ore successive alla cena del 23 dicembre, quella durante la quale si sospetta che Antonella e Sara possano aver consumato la pietanza o l'alimento contenente la ricina. Nella testimonianza resa il 28 dicembre, poche ore dopo la tragedia, Alice aveva descritto le condizioni della madre e della sorella e il calvario ospedaliero affrontato da entrambe prima del decesso. Non solo. La ragazza aveva messo volontariamente a disposizione degli investigatori il proprio cellulare, consentendo agli inquirenti di esaminare chat, cronologia delle ricerche e annotazioni relative ai pasti consumati dalla famiglia durante le festività natalizie. Accertamenti che, nei mesi successivi, hanno assunto un peso significativo nell'ambito dell'inchiesta. Per questo motivo, è ipotizzabile che la nuova audizione possa essere collegata agli ultimi sviluppi investigativi e, in particolare, agli elementi emersi dagli esami effettuati dagli specialisti dell'istituto berlinese. Gli altri accertamenti Nelle prossime settimane potrebbe arrivare anche l'esito degli altri accertamenti scientifici affidati agli specialisti tedeschi. Tra questi, quelli sugli alimenti acquisiti dalla Squadra mobile di Campobasso all'interno dell'abitazione in cui vivevano Antonella e Sara. Inoltre, lo scorso luglio, gli investigatori hanno effettuato un nuovo sopralluogo nell'appartamento dei Di Vita, durante il quale sono stati prelevati 134 campioni da mobili, abiti e altri suppellettili, ora sottoposti ad analisi dai professionisti del Robert Koch Institute. L'obiettivo è individuare l'alimento che, secondo quanto emerso dagli esami autoptici, avrebbe provocato la morte delle due donne nel giro di poche ore. Sul movente e sull'eventuale presenza di sospettati, la Procura mantiene il massimo riserbo. Tuttavia non è escluso che proprio dai nuovi accertamenti scientifici possano emergere elementi in grado di imprimere un'accelerazione all'inchiesta.
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