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Giannini fa il prezzemolino ma perde lettori e ascoltatori
Oggi 03-06-26, 10:32
Che tempo che fa. Otto e mezzo. diMartedì. Piazzapulita. Stasera a Realpolitik. E poi a Brescia alla Festa dell'Unità. A Roma al Teatro de' Servi. A Trento al Festival dell'Economia. A Torino al Salone del libro. E ancora podcast, editoriali, disamine su Radio Capital. A Massimo Giannini mancano solo le apparizioni al cinema per presentare il suo ultimo libro «La Sciamana. Meloni, l'ultima trumpista: fenomenologia della destra illiberale», ma siamo sicuri che presto non mancherà d'impreziosire anche il piccolo schermo con una sua comparsata promozionale. Cotanto battage pubblicitario che non si vedeva dai tempi d'oro dell'uscita di un nuovo libro di Harry Potter dovrebbe portare «La Sciamana» ai primissimi posti delle classifiche di vendita dei libri. E invece... Vagliando quella di Ibs ove svetta l'Enciclica di Papa Leone XIV, neanche l'Fbi riuscirebbe a trovare l'opera di Giannini fra le prime cento posizioni, così com'è assente da quella della Feltrinelli, mentre ieri si trovava al 524mo posto di quella generale Amazon. La top 100 di Amazon annovera però «Il Mondo al contrario» del generale Vannacci (uscito tre anni fa), il libro di Antonio Polito, «La Costituzione non è di sinistra» e, al 50mo posto, finanche «Tutte le volte che le donne» di Cathy La Torre, ospite frequente di Lilli Gruber come Giannini, ma evidentemente più incisiva di lui nell'autopromuovere la propria fatica letteraria. A conti fatti «La Sciamana» fa sciamare via i potenziali lettori, malgrado il suo autore sia di fatto onnipresente nei principali talk show italiani e consessi letterari, oltre a essere titolare di rubriche giornalistiche e radiofoniche quotidiane. Pure, le vendite del suo libro ristagnano. Una maledizione che lo perseguita sin dall'esperienza di Bella Chat, la chat che egli fondò il 25 aprile 2024 con l'obiettivo di contrastare l'impostazione autoritaria del governo Meloni favorendo il dibattito civile fra coloro che vi avevano aderito e che, neanche in un film dei Monty Python, chiuse i battenti solo otto mesi più tardi per insanabili contrasti fra i partecipanti. Una fine ingloriosa per siffatto progetto ambizioso, la cui triste sorte ha poi caratterizzato anche l'altra epifania del nostro eroe, il programma televisivo Circo Massimo che, sul Nove in prima serata, passò nel giro di cinque puntate dall'1.5% all'1.1% di share, con un tragico 1.3% di media generale malgrado ospiti altisonanti fra cui Fazio, Littizzetto, Fagnani, Prodi, Lerner. Pompatissimo mediaticamente come pochi, Giannini non va al massimo. E non soltanto in libreria.
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