s
Giustizia, centomila arrestati e assolti. E i magistrati non pagano
Oggi 12-01-26, 11:13
C'è un tema che si aggancia al dibattito intorno la riforma sulla separazione delle carriere, e riguarda gli errori giudiziari. Il responsabile giustizia di Forza Italia Enrico Costa ha squadernato le cifre sui social. «Ho calcolato che dal 1992 a oggi gli innocenti arrestati e poi assolti siano stati almeno 100 mila». E spiega come si arriva a questa cifra: «Alle 32.262 persone che hanno ottenuto dallo Stato la riparazione per ingiusta detenzione, bisogna aggiungere gli innocenti che il risarcimento se lo sono visti respingere per una giurisprudenza vergognosa che rigetta almeno il 50% delle domande. E a tutti costoro vanno aggiunti, e sono tantissimi, gli innocenti che la domanda di risarcimento neanche l'hanno presentata, per ragioni più svariate. E, soprattutto, chi sbaglia non paga mai. Neanche viene chiamato a rispondere». Costa poi affonda: «Tutti i magistrati interessati hanno proseguito serenamente la loro carriera, forti di valutazioni di professionalità positive al 99% dispensate dal Csm delle correnti». A proposito di questa cifra piuttosto bulgara delle valutazioni positive, Costa spiega: «Sembra quasi che gli errori e le ingiuste detenzioni siano dei fisiologici effetti collaterali del lavoro del magistrato. Per me non è così. Lo Stato deve lavorare affinché questa cosa non ci sia più, perché togliere la libertà a un innocente è qualcosa che distrugge lo Stato di diritto». Dunque, stante il fatto che il ddl Nordio che sarà sottoposta al voto referendario prevede anche l'introduzione di un'Alta Corte per l'esercizio della funzione disciplinare, l'aspetto degli errori giudiziari rientra pienamente nel dibattito sulla riforma. Al cambiamento di sistema che potrebbe essere validato dagli elettori si lega anche un aspetto economico. Lo sottolinea Gino Sciotto, presidente della Federazione Autonoma Piccole Imprese. Un sistema giudiziario più veloce, efficiente e prevedibile è una condizione essenziale per la crescita economica del Paese. In particolare, le piccole e medie imprese, che costituiscono l'ossatura del nostro tessuto produttivo, trarrebbero grandi benefici da tempi certi e da procedure più snelle, recuperando competitività e contribuendo allo sviluppo dell'economia nazionale», ha spiegato in una nota. E continua a crescere il fronte del sì. Il «Comitato nazionale cittadini per il sì» ha ricevuto l'adesione della Fondazione intitolata a Tina Lagostena Bassi, indimenticata avvocata che nella sua vita, oltre all'impegno politico in Forza Italia che la vide deputata dal '94 al 1996, divenne conosciuta al grande pubblico dagli studi della trasmissione Forum. «Si tratta di un contributo di grande valore, che arricchisce il percorso di informazione e confronto che il comitato sta portando avanti», ha detto Guido Camera, presidente del Comitato. E da sinistra arriva anche la presa di posizione di Bobo Craxi, componente della Segreteria Nazionale di Avanti Psi: «I socialisti, coerenti alla loro tradizione ed in sintonia con la storia della sinistra italiana, sono schierati per il Sì». E aggiunge: «Ho ascoltato - spiega - dalla segretaria del Pd, Schlein, argomenti più che discutibili per giustificare il No referendario; mi domando infatti quale sia il nesso fra Trump, l'amministrazione americana e il riordino dell'ordinamento giudiziario italiano secondo criteri in funzione nelle grandi democrazie europee». Tesi e argomenti che saranno rivendicati nel comitato «Avanti è sì». E oggi a Firenze l'associazione «Libertà Eguale», promossa dai liberal di sinistra Enrico Morando e Stefano Ceccanti terrà un evento in favore del sì. Tra i relatori anche Enrico Costa e il Presidente dell'Unione Camere Penali Francesco Petrelli.
CONTINUA A LEGGERE
5
0
0
