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Il centrodestra cerca dialogo sullo Stabilicum: muro dell'opposizione
Oggi 12-05-26, 19:50
Il cantiere della legge elettorale è partito, ma la strada per uno sprint che vorrebbe il via libera entro l'estate alla proposta dello 'Stabilicum' avanzata dal centrodestra si fa in salita. Almeno a giudicare dalle prime trattative. I capigruppo di maggioranza alla Camera, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, hanno chiamato nelle scorse ore i loro omologhi delle opposizioni, invitandoli a un confronto sulla legge elettorale, come emerso dal vertice di ieri a Palazzo Chigi con Giorgia Meloni. Le interlocuzioni sono in corso, ma - viene spiegato - l'atteggiamento del centrosinistra rimane "intransigente" e "di chiusura" per questioni "di merito e di metodo". Altre, è la linea, sono in questo momento le priorità per il Paese e in più "il dialogo andava fatto prima o passa per il ritiro della proposta attuale". Nelle prossime ore, tra mercoledì sera e giovedì mattina, si vorrebbe organizzare una riunione in presenza ma le opposizioni fanno già sapere di essere indisponibili a confrontarsi se non nelle sedi istituzionali. Il dibattito si accende. Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, è netto: "Noi abbiamo una proposta, siamo disposti a discutere, se poi non vogliono discutere è una scelta loro. La legge elettorale va fatta insieme all'opposizione, il compito della maggioranza è quello di fare una proposta, poi sediamoci attorno a un tavolo e vediamo che cosa vogliono fare. Altrimenti il no diventa pretestuoso". Mentre le opposizioni alzano un muro. La capogruppo del Pd a Montecitorio, Chiara Braga, attacca: "Ci aspettavamo la convocazione su salari, lavoro, costo della vita, liste d'attesa. Sulla legge elettorale rimangono tutte le critiche già espresse da tempo. Il luogo dove confrontarsi è il Parlamento". E Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera, è sulla stessa lunghezza d'onda: "Al governo Meloni non pensino che le opposizioni risolveranno i problemi di una maggioranza che fino ad ora non ha cercato nessun confronto e lo fa solo quando in difficoltà e dilaniata dalle faide interne. La sede per discutere la legge elettorale è quella della commissione Affari costituzionali". E il co-leader di Avs, Nicola Fratoianni, osserva: "Non mi pare proprio che ci siano le condizioni, perché continuano a mantenere sul tavolo l'eliminazione dei ballottaggi nei Comuni e questo è inaccettabile" e "mantengono sul tavolo l'indicazione del premier nel programma e il premierato oltre che uno sproporzionato premio di maggioranza". Non solo. Fonti di Italia viva chiariscono: "Ci pare surreale che in un momento così delicato per gli italiani, con il mondo che brucia, ci si occupi di legge elettorale. Per questo non parteciperemo al tavolo proposto da una maggioranza che vuole cambiare la legge elettorale a pochi mesi dal voto dato che ha paura di perdere". E sbarra la strada anche il segretario di +Europa, Riccardo Magi, che parla di "pessima proposta antidemocratica" e poi sbotta: "A tutto c'è un limite: prima hanno evitato il confronto con tutti i gruppi parlamentari, poi hanno depositato l'irricevibile Stabilicum e ora, finiti in un vicolo cieco, si appellano alle opposizioni". In questo scenario si inserisce la smentita di Marina Berlusconi dopo le ricostruzioni pubblicate da 'La Stampa', secondo le quali la presidente di Fininvest e Mondadori avrebbe avviato alcune interlocuzioni con i vertici del Pd con l'aiuto di Gianni Letta, con l'obiettivo anche di frenare la corsa della nuova legge elettorale. "Voglio dirlo con estrema chiarezza: non esiste alcun mio contatto con esponenti del Partito democratico, e non ho in agenda incontri o interlocuzioni di questo genere. Non sono né artefice, né ispiratrice di manovre volte a ridefinire alleanze e schieramenti, o addirittura a influenzare l'elezione del futuro Presidente della Repubblica. Queste sono dinamiche che competono esclusivamente alla politica e ai partiti", dichiara la primogenita del fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi. E ancora: "Quanto a Forza Italia, credo sia del tutto naturale che io guardi con attenzione e affetto alla creatura politica di mio padre, alla quale ha dedicato trent'anni della sua vita. Ma è un rapporto che si esprime nel pieno rispetto dei ruoli e dell'autonomia della classe dirigente del partito. Aggiungo che provo lo stesso legame ideale con l'intero centrodestra, perché lo considero parte altrettanto integrante - e imprescindibile - dell'eredità politica di Silvio Berlusconi".
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