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Il Pd si spacca anche sull'emendamento Pe
Ieri 02-04-25, 15:38
Il Pd , ancora una volta, si divide sulle armi. A dividerlo è l'ultimo emendamento PE a Strasburgo. Gori, Picierno e Gualmini votano "sì", mentre Zingaretti annuncia il suo voto contrario. Per quanto riguarda il fronte pro-difesa c'è la parte riformista, quella che ha sempre contestato la linea pacifista del Nazareno. «Siamo soddisfatti - dichiarano in una nota la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno e l'eurodeputato dem Giorgio Gori - per il voto favorevole della nostra delegazione alla relazione relativa all'attuazione della politica di sicurezza e difesa comune. Con altri colleghi voteremo anche gli emendamenti relativi al Libro bianco sulla Difesa europea e sul piano Von Der Leyen, convinti che rappresentino un primo necessario passo per la costruzione di una difesa comune europea. Riteniamo che la mediazione ottenuta sia preziosa e abbia permesso di non distinguere la delegazione dal gruppo socialista. È importante continuare il cammino verso l'implementazione di una vera difesa comune europea, superando l'attuale frammentazione, a partire dal programma Safe (Security Action For Europe) che l'intero gruppo sosterrà e dal varo del programma Edip. Crediamo fortemente che l'Europa come sosteneva Altiero Spinelli debba essere "una terza forza" autonoma e indipendente, in cui difesa, sicurezza, energia e industria diventino gli asset strategici per garantire pace e stabilità». Arrivano, invece, i distinguo da parte del capodelegazione. «A Strasburgo - spiega Nicola Zingaretti - si vota anche sul rapporto annuale 2024 per la politica di sicurezza e difesa comune. La delegazione del Partito Democratico voterà il rapporto 2024, già approvato in commissione Esteri nel gennaio scorso, e ribadirà la linea a favore di una politica estera e di difesa comune europea, ma contraria alla corsa al riarmo dei singoli 27 Stati. Nella fase emendativa ribadirà la sua posizione di una richiesta di radicale cambiamento delle proposte di riarmo di Ursula von der Leyen e voterà contro gli emendamenti che ripropongono l'indirizzo "welcome RearmEu" e che chiedono con urgenza di aumentare di ben oltre il 2% i budget nazionali delle spese militari. Così come sosterrà l'emendamento di condanna della decisione di alcuni Stati di uscire dal trattato di Ottawa sul divieto di uso di mine antiuomo e bombe a grappolo». Posizione su cui arriva la risposta perentina della vicepresidente al Parlamento Europeo Pina Picierno. «Noto anche oggi una certa tendenza a confondere le acque del dibattito pubblico. Pazienza e chiarezza: nel testo finale votato dalla delegazione del PD e da tutto il gruppo dei socialisti e democratici c'è ReArm Europe, ed è motivo di grande soddisfazione per la responsabilità dimostrata da parte di tutti».
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