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Indagato Bellavia, consulente di Report. Ranucci minimizza e Gasparri lo infilza
Oggi 13-02-26, 08:39
La procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati il commercialista Gaetano Bellavia con l'ipotesi di violazione della legge sulla privacy in relazione all'archivio con più di un milione di file contenente i nomi di imprenditori, politici e vip. La vicenda è emersa dall'indagine sulla presunto accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita che avrebbe commesso una ex collaboratrice di Bellavia, noto per le sue consulenze giornalistiche a Report, la trasmissione di Rai3 condotta da Sigfrido Ranucci. Nelle settimane scorse era stato il capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, a presentare un esposto per capire se a Bellavia fossero arrivati documenti riservati da varie procure d'Italia. Tra gli atti depositati in questo fascicolo è spuntato, come rilevato dalla difesa dell'ex collaboratrice, un documento di 36 pagine prive «di annotazione sul deposito e sull'autore» in cui venivano citati 104 nomi risultanti dai file rubati, tra cui Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, John Elkann, Manfredi Catella, Massimo D'Alema, Luigi Di Maio, Alberto Di Rubba, Lamberto Dini, Roberto Formigoni, Ennio Doris, Geronimo La Russa e Flavio Briatore. Nonostante Bellavia sia stato iscritto nel registro degli indagati, Ranucci si dice soddisfatto: «Cade il teorema dei giornali di Angelucci e di Gasparri sul nostro consulente Gian Gaetano Bellavia. Nessuna accusa di dossieraggio o centrale di spionaggio. Ma di violazione della privacy per la norma sulla conservazione dei dati». Insomma, secondo il conduttore di Report non ci sarebbe nulla di grave. A fargli notare come le cose non stiano propriamente in questi termini, ci pensa Gasparri: «Apprendo con soddisfazione che Gian Gaetano Bellavia, commercialista, consulente di molteplici ministeri, di magistrati e della trasmissione Report, è stato iscritto dalla Procura di Milano come indagato per un'ipotesi di violazione della legge sulla privacy. Ho denunciato, nei giorni scorsi, Bellavia, ma insieme a lui tutta la baracca di Report, per per una possibile operazione illegale che potrebbero aver condotto, a mio avviso, con un vero e proprio dossieraggio. Ranucci continua a fare affermazioni infondate e ad attaccarmi su cose inesistenti, ma farebbe bene a pensare alle sue responsabilità e alla vicenda Bellavia. Sono onorato di essermi rivolto alla magistratura e continuerò a seguire la vicenda, sperando che la Procura di Milano questa volta vada fino in fondo». Il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, ritiene che «lo stordito Ranucci» abbia poco da festeggiare, e aggiunge: «Lo compatisco quando chiede le scuse perché ritiene poco grave il reato di violazione della privacy, che è invece gravissimo ed è proprio la premessa del dossieraggio che si basa proprio sulla violazione delle privacy altrui. Ranucci deve vergognarsi e scusarsi con tutti gli italiani. Ranucci è abituato a mischiare le carte e a dire fanfaluche. La verità è che il "suo" Bellavia è indagato e che i metodi di Report sono sotto indagine. Fiero di aver denunciato questa gente stiano tranquilli che non daremo tregua a costoro. E la Rai che fa? Lascia mano libera a simili soggetti?». L'avvocato Luca Ricci, legale di Bellavia, intanto commenta: «Non abbiamo ricevuto alcun atto formale da parte della Procura della Repubblica di Milano, ma il Dr. Bellavia auspicava da tempo di poter fornire la propria completa versione dei fatti e di chiarire la correttezza del proprio operato ed in tal senso aveva, mio tramite, già sollecitato i pm».
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