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Infratel Italia, Relazione Annuale 2026: ricavi a 50 milioni e utile netto di 5,3 milioni
Oggi 19-03-26, 12:56
Roma, 19 marzo 2026 - I ricavi diretti sono cresciuti da 34,7 milioni di euro nel 2022 a 50 milioni nel 2025 (stima preliminare). La crescita dei ricavi ricorrenti è stata del +16%, con oltre il 60% delle entrate già coperte da progetti pluriennali in essere. Il risultato netto 2025 si attesta a 5,3 milioni, con un MOL (Margine Operativo Lordo) di 5,8 milioni. Il valore complessivo delle commesse gestite raggiunge 8,5 miliardi di euro. Sono i principali risultati economici di Infratel Italia, società del gruppo Invitalia, che ha illustrato alla Camera la Relazione Annuale 2026. La Relazione, relativa al triennio 2023-2025, fotografa una situazione in fase di proiezione strategica nel settore delle telecomunicazioni, con un ruolo crescente assunto da Infratel Italia nella governance delle infrastrutture di connettività nazionale, in una prospettiva di sviluppo economico e di inclusione sociale nel nostro Paese. Infratel Italia, ruolo istituzionale consolidato Infratel Italia si è affermata come soggetto attuatore della Strategia Nazionale per la Banda Ultralarga (Piano BUL e PNRR), ampliando progressivamente il proprio bacino di clienti dalla sola Pubblica Amministrazione centrale (Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri), verso le amministrazioni regionali e ulteriori dicasteri, come il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Sul fronte delle realizzazioni, si contano 6 milioni di unità immobiliari in fibra ottica, oltre 27mila scuole connesse a internet con banda larga, 7.900 strutture sanitarie connesse e 4 milioni di km di infrastrutture mappate nel catasto tecnologico. Un dato di rilievo sistemico riguarda l'indice DESI (Digital Economy and Society Index), che per il 2025 colloca la copertura FTTH italiana al 70,7%, superiore alla media europea, a riprova dell'efficacia dell'intervento pubblico coordinato da Infratel Italia. Visione strategica 2026-2030 La crescita di Infratel Italia non si esaurisce con la progettualità del PNRR. I ricavi diretti sono proiettati fino a 63,1 milioni nel 2030, con una progressiva diversificazione delle fonti, che va dalla concessione alla rete diretta, fino ai servizi professionali e applicativi. Per quanto riguarda il capitale umano, dalla Relazione emerge che l'organico medio è atteso in crescita fino a 420 unità nel 2027, per poi stabilizzarsi intorno a 364 nel 2030, con la quota di personale a tempo indeterminato destinata a raggiungere il 65% del totale. Sovranità nazionale di connettività, il ruolo di Infratel Italia L'impegno di Infratel Italia è quello di ampliare l'attività svolta finora come braccio operativo di programmi governativi, consolidandosi come soggetto istituzionale stabile, dotato di know-how specialistico proprio e di una base di ricavi autonoma e diversificata. La società si qualifica come “soggetto abilitatore della sovranità nazionale di connettività pubblica”, con ambizioni che si estendono alle reti terrestri fisse e mobili e alle reti sottomarine. La governance di una rete e infrastruttura di telecomunicazione rappresenta il fattore strategico abilitante per l'accesso ai servizi e la piena partecipazione alla trasformazione digitale. Per Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy: “Oggi Infratel ci consegna un dato politico chiaro: l'Italia sta costruendo, con determinazione, la propria sovranità digitale. Negli ultimi anni abbiamo trasformato la banda Ultralarga da privilegio urbano a infrastruttura democratica. Grazie alla collaborazione tra MIMIT e Infratel, abbiamo ridotto il digital divide e portato fibra e FWA dove il mercato non sarebbe mai arrivato. Stiamo rafforzando le reti regionali, sostenendo la domanda di servizi digitali, investendo nelle competenze e nelle tecnologie strategiche, perché un'Italia connessa è un'Italia più autonoma, più sicura, più forte. La rete è la nuova infrastruttura nazionale, indispensabile quanto l'energia e i trasporti”. Alessandro Morelli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, coordinamento della politica economica e di programmazione degli investimenti pubblici, ha dichiarato: “Dobbiamo essere consapevoli che l'infrastruttura delle reti è fondamentale e rappresenta solo uno dei tasselli di un più ampio mosaico di infrastrutture fisiche e digitali. Insieme, queste componenti costituiscono un vero e proprio motore abilitante, capace di generare valore per la pubblica amministrazione, le imprese e le famiglie, favorendo l'evoluzione dei territori e rafforzando la competitività del Paese. Da qui deriva la necessità di attribuire priorità assoluta alla sicurezza digitale, che va intesa non solo come tutela della privacy delle famiglie, ma anche come garanzia della sicurezza e della resilienza delle infrastrutture pubbliche, degli interessi nazionali e del tessuto imprenditoriale. Investire nelle reti e colmare i divari esistenti è un dovere che non si esaurisce nella sola azione del settore pubblico: oggi dobbiamo lavorare, con il contributo determinante del Governo e dell'Europa, per sostenere l'upgrade tecnologico anche nei piccoli comuni, affinché la crescita digitale diventi una missione condivisa da Stato, imprese e attori territoriali”. Secondo Pietro Piccinetti, Amministratore Delegato Infratel Italia: “Dalla Relazione Annuale 2026 emerge un quadro chiaro del percorso intrapreso dalla nostra società. Siamo convinti che la rete debba entrare pienamente nei processi di crescita del Paese e diventare una vera leva di sviluppo. Una rete disponibile ma non utilizzata in maniera efficiente, infatti, non genera valore. L'obiettivo, quindi, deve essere quello di assicurare una connettività stabile, performante e realmente fruibile, soprattutto nelle aree che ancora soffrono ritardi infrastrutturali. La sfida non è solo completare le reti, ma anche garantirne nel tempo sicurezza, efficienza e capacità operativa, fattori cruciali per proteggere servizi essenziali come quelli sanitari, scolastici e amministrativi. Il PNRR ha rappresentato un potente acceleratore, ora occorre completare e rafforzare il presidio della governance delle reti pubbliche. Infratel Italia dovrà potenziare il proprio ruolo come presidio strategico dello Stato sulle infrastrutture di rete, contribuendo a garantire coordinamento, continuità e sicurezza”. Alfredo Maria Becchetti, Presidente Infratel Italia, ha affermato: “La crescita dei ricavi è il risultato di un lavoro costruito negli anni, ma il dato più rilevante è il funzionamento della rete, elemento strategico e a servizio del Paese. I piani sviluppati da Infratel hanno rafforzato l'infrastruttura nazionale delle reti, contribuendo alla diffusione della banda Ultralarga. Abbiamo potuto constatare come, laddove siamo arrivati con le nuove infrastrutture, abbia preso avvio un nuovo processo di ripopolamento dei territori: la presenza di servizi digitali avanzati porta con sé imprese, sviluppo economico e ricchezza, offrendo nuove opportunità anche ai piccoli borghi. Riducendo il digital divide, abbiamo migliorato il livello e la qualità della vita dei cittadini: portare la fibra ottica ovunque, connettendo scuole e strutture sanitarie, significa creare reali condizioni di benessere diffuso e di inclusione digitale su tutto il territorio nazionale. Come società, stiamo finalmente ponendo le basi per una digitalizzazione a 360 gradi. In tal senso, il PNRR ha dato una spinta decisiva, permettendo di raggiungere anche le aree più difficili e a fallimento di mercato. L'obiettivo ora è completare la copertura entro il 2030, garantendo a tutto il Paese connessioni adeguate al futuro”. Marco Osnato, Presidente della Commissione Finanze della Camera, ha dichiarato: “Oggi è una giornata importante per Infratel. Dalla relazione emergono risultati significativi raggiunti negli ultimi tre anni, non solo dal punto di vista economico ma anche per il ruolo strategico che svolge in un ambito fondamentale come quello della connettività. È essenziale saper coniugare l'interesse economico con un obiettivo strategico più ampio, che riguarda la sovranità nazionale, e sappiamo quanto siano importanti le reti e la sicurezza, anche dal punto di vista digitale”. Alberto Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, ha spiegato: “Ascoltare la Relazione Annuale di Infratel significa confrontarsi con una realtà pubblica strategica per il Paese. La società ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione della banda larga e sarà centrale anche nella realizzazione dei progetti del PNRR e degli interventi previsti fino al 2030: un vero e proprio braccio operativo al servizio dell'Italia. Dall'indagine conoscitiva, effettuata dalla Commissione attività produttive della Camera sull'IA emerge che, per le PMI, l'intelligenza artificiale è un vantaggio competitivo sempre più decisivo: aumenta produttività, efficienza e capacità di innovazione; per questo è fondamentale accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese in un percorso di diffusione tecnologica accessibile, concreto e sicuro. Tuttavia, il tema della digitalizzazione pone una sfida che non consiste soltanto nell'impiego dell'intelligenza artificiale ma anche, e soprattutto, nel rischio concreto di nuove forme di esclusione sociale. Perché la connettività non è solo un'infrastruttura tecnica, è la condizione per esercitare diritti, per accedere ai servizi, per competere come sistema Paese. L'innovazione tecnologica, infatti, deve essere realmente al servizio di tutti, senza lasciare indietro nessuno. Gli amministratori locali e le istituzioni, in generale, hanno quindi la responsabilità di promuovere un approccio inclusivo, capace di accompagnare cittadini e imprese nel percorso di transizione digitale”. Maurizio Gasparri, Presidente del Gruppo Forza Italia al Senato, ha affermato: “Più di vent'anni fa fui tra i fondatori di Infratel. L'obiettivo era favorire la diffusione della banda larga nelle aree del Paese in cui la tecnologia era meno presente. Oggi il contesto è cambiato, le opzioni e le offerte si sono moltiplicate. Proprio per questo ritengo che Infratel debba rafforzare la propria autonomia, per poter dare una nuova spinta progettuale allo sviluppo e alla diffusione della banda larga. Permane, tuttavia, una evidente disparità nei servizi tra i diversi territori. Mi auguro, quindi, che il dialogo avviato da Infratel con le realtà locali e con le istituzioni possa tradursi presto in soluzioni concrete. L'auspicio, inoltre, è che Infratel contribuisca ad accelerare l'evoluzione delle tecnologie e che si apra al più presto una riflessione seria e costruttiva sul contributo dei grandi operatori digitali al costo di utilizzo della rete”. Per Guido Quintino Liris, membro della Commissione Bilancio del Senato: “Infratel rappresenta un attuatore fondamentale delle politiche di Governo, oltre a essere un vero abilitatore di servizi e diritti per i cittadini. La digitalizzazione è sempre più sinonimo di diritto, e proprio per questo dobbiamo impegnarci a contrastare lo spopolamento che ancora interessa le aree più interne e difficili del Paese. Oggi la differenza la fa il digitale: offre nuove prospettive di formazione, lavoro, servizi e opportunità anche nei piccoli comuni. L'infrastruttura digitale è ormai strategica, non solo per valorizzare i territori, ma anche in ambiti fondamentali come la sanità. Abilitare i servizi digitali vuol dire garantire il diritto di restare e vivere pienamente nei propri territori, senza dover rinunciare a opportunità o alla qualità dei servizi. Lo vedo particolarmente nella mia regione, l'Abruzzo, che ha subito nei decenni anche la tragedia dei terremoti: nel post sisma il digitale si è rivelato una leva di sperimentazione, crescita e coesione sociale. Grazie a progettualità innovative e all'azione di Infratel, il digitale diventa sempre più uno strumento concreto per rilanciare la competitività e rafforzare la tenuta sociale delle nostre comunità”. Tra gli altri hanno preso parte: Angelo Borrelli, Capo Dipartimento per la Trasformazione digitale; Maddalena Castellani, Consiglio d'Amministrazione Infratel Italia.
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