s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Innovazione, Mazzetti (Meta): "Allarga i diritti, semplificare norme Ue"
Oggi 10-04-26, 14:48
Roma, 10 apr. - (Adnkronos) - “L'innovazione allarga i diritti dei cittadini, li difende, li amplia. Pensiamo per esempio al diritto alla salute, al diritto alla difesa, alla libera circolazione, alla libertà di espressione. È necessario iniziare a pensare all'innovazione come un qualcosa di positivo di cui beneficia tutta la società e non solo il mercato. L'Europa deve tornare a essere un posto in cui l'innovazione non si regola solamente ma in cui l'innovazione si crea, si porta avanti, si adotta e si cerca anche di esportare nel resto del mondo per provare a recuperare quel gap con gli Stati Uniti e con la Cina che nel corso degli ultimi anni si è maturato ed è diventato particolarmente significativo”. Lo ha dichiarato Angelo Mazzetti, Public Policy Director di Meta, in occasione dell'incontro promosso da Adnkronos e Meta al Centro studi americani sul tema dell'innovazione tecnologica e della regolamentazione europea. “Si è parlato molto di sfide di competitività che l'Unione Europea affronta - ha aggiunto Mazzetti - e di cosa si deve fare affinché la si recuperi. Io credo che ci siano due cose sulle quali bisogna concentrarsi. La prima è un grande sforzo di semplificazione del corpus normativo che, per esempio in ambito digitale, è stato approvato e che ha creato incertezze burocratiche, sovrapposizioni normative e scoraggiato gli investimenti per le imprese. È un percorso che è iniziato ma che deve essere più ambizioso perché le risposte devono essere all'altezza delle sfide che stiamo affrontando. È un qualcosa che non solamente noi, ma tanti soggetti, tante imprese e anche istituzioni hanno riconosciuto e che stanno chiedendo a gran voce. Penso a grandi imprese europee come Siemens e Bosch, o italiane come Pirelli ed è un tema emerso in maniera molto forte all'interno dell'incontro di oggi. E poi il secondo punto: bisogna fare un cambio di passo, anche di natura culturale. Troppo spesso si pensa all'innovazione in Europa come un qualcosa di positivo per il mercato e quindi per il profitto, ma di negativo per i diritti, quindi un qualcosa da cui difendersi da cui proteggersi. In realtà è esattamente l'opposto”. In merito agli ostacoli per la produzione e l'utilizzo di nuove tecnologie causati dalla regolamentazione europea, Mazzetti ha sottolineato: “Questa ipertrofia regolamentare degli ultimi 10-15 anni ha portato spesso i consumatori europei a non avere accesso alle ultime tecnologie, o ad avere dei prodotti che sono diversi rispetto al resto del mondo, o a impedire la creazione e l'affermazione di ecosistemi di innovazione europei. Faccio un esempio molto specifico: insieme a EssilorLuxottica ormai da molti anni abbiamo iniziato una collaborazione proficua che ha portato alla creazione di occhiali che produciamo insieme. Si tratta di smart glasses, dei dispositivi indossabili che hanno integrata l'intelligenza artificiale e che rappresentano il form factor principale per l'adozione dell'intelligenza artificiale perché gli occhiali vedono quello che tu vedi e sentono quello che tu senti. In questo momento però sono minacciati nel loro design da un regolamento che è stato approvato anni fa e che entrerà in vigore il prossimo anno. Quindi una legge che è stata approvata e discussa anni prima che effettivamente una tecnologia arrivasse, quando semplicemente l'intero ecosistema dei dispositivi indossabili AI non esisteva. Questa regolamentazione prevede l'obbligo di sostituibilità delle batterie da parte dei consumatori, che impatterebbe il design in maniera estremamente significativa, rendendo i prodotti meno attrattivi e lasciando soprattutto ad altri competitor negli Stati Uniti o in Cina, senza questo genere di limitazioni, la possibilità di sviluppare i loro prodotti e quindi competere in maniera più aggressiva con un ecosistema che invece si sta sviluppando in Europa e che vede l'Europa in una posizione di leadership. Inoltre, limitando la possibilità di espansione di questi prodotti, si limita anche la possibilità che questi prodotti hanno di difendere i diritti dei cittadini. Le applicazioni di accessibilità di prodotti come questi occhiali sono infatti particolarmente significative: danno la possibilità a chi soffre di disabilità, a non vedenti e ipovedenti, di poter ascoltare quello che non riescono a vedere e di poter interagire con l'intelligenza artificiale senza dover utilizzare le mani, quindi con le mani libere, direttamente con la voce, assistendoli nelle loro attività quotidiane. Oggi devo dire che abbiamo ascoltato una testimonianza da parte del presidente dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) Mario Barbuto in questo senso, che è stata estremamente significativa e che credo sia emblematica di come l'innovazione difenda, allarghi i diritti anche sociali delle persone”.
CONTINUA A LEGGERE
4
0
0
Guarda anche
Il Tempo
17:47
A Rozzano i 25 anni del Servizio Civile Universale
Il Tempo
17:46
Belle Époque... a lezione
Il Tempo
17:21
In lieve rialzo la produzione industriale a febbraio
Il Tempo
17:15
Tg Economia - 10/4/2026
Il Tempo
17:04
