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Intermezzi d'arte contemporanea. L'Università Guglielmo Marconi lancia una nuova rubrica digitale
Oggi 08-02-26, 21:08
L'Università degli Studi Guglielmo Marconi, primo ateneo digitale italiano, presenta Intermezzi d'arte contemporanea, una nuova rubrica di divulgazione culturale pensata per i canali digitali e i social media. L'iniziativa si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo della didattica universitaria nell'era digitale e sulla necessità di rinnovare strumenti e linguaggi della comunicazione culturale. «L'Italia è universalmente riconosciuta per l'eccezionale valore del suo patrimonio artistico e culturale», afferma il Presidente dell'Università degli Studi Guglielmo Marconi, Alessio Acomanni. «Proprio per questo è fondamentale promuovere una conoscenza sempre più ampia e consapevole della storia dell'arte, in particolare tra le giovani generazioni, ripensando le modalità attraverso cui viene trasmessa». In un contesto in cui l'informazione è sempre più rapida, visiva ed essenziale, anche la storia dell'arte può e deve trovare nuove forme di racconto. «Le università sono oggi chiamate a valorizzare le opportunità offerte dal digitale», prosegue il Presidente Acomanni, «per rendere l'apprendimento più accessibile, chiaro e coerente con le modalità di fruizione contemporanee». La rubrica si articola in una serie di venti brevi video, ciascuno dedicato a un'opera d'arte contemporanea o del passato recente. A guidare lo spettatore è il critico d'arte Roberto Nicolucci, che propone letture rigorose e al tempo stesso immediate, capaci di stimolare curiosità e riflessione in un formato di circa sessanta secondi. Dal celebre L.O.V.E. di Maurizio Cattelan — il monumentale dito medio in marmo di Carrara collocato davanti alla Borsa di Milano — fino a esempi di comunicazione visiva contemporanea come la recente campagna pubblicitaria della Citroën elettrica, ogni episodio diventa un invito a osservare le immagini con attenzione critica, senza rinunciare alla sintesi imposta dai nuovi media. Secondo il Presidente Acomanni, «l'offerta formativa, a tutti i livelli, deve saper rispondere alle esigenze di una platea sempre più connessa, capace di interagire in tempo reale con i contenuti e con il docente». In questo senso, Intermezzi d'arte contemporanea interpreta il significato più autentico del termine seminario: uno spazio di scambio e di circolazione dei saperi, dinamico e reciprocamente arricchente. «Lo scenario è profondamente cambiato», conclude il Presidente, «e il nostro Ateneo ha scelto di farsi trovare pronto, investendo con convinzione in modelli didattici innovativi, orientati al futuro e alle nuove generazioni».
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