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Interrogazione del Pd, la replica di Bandecchi: “Accuse senza prove e farneticanti”
Oggi 27-01-26, 14:18
Nuovo scontro politico tra il sindaco di Terni e presidente della Provincia, Stefano Bandecchi, e il Partito democratico. Al centro della polemica un'interrogazione parlamentare presentata dalla senatrice Anna Ascani al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, con la quale viene chiesta la rimozione di Bandecchi per presunti conflitti di interesse. Il primo cittadino respinge con forza le accuse, parlando di un attacco reiterato e strumentale. "Ancora una volta, il Pd, con la sen. Ascani, ha presentato al ministro Piantedosi una farneticante interrogazione chiedendo la mia rimozione per presunti, mai dimostrati in alcuna sede, conflitti di interesse. È l'ennesima aggressione parlamentare nei miei confronti da parte sempre degli stessi soggetti, interessati più al mantenimento del proprio seggio parlamentare in Umbria che ai bisogni dei cittadini", afferma Bandecchi. Nel suo intervento, il sindaco collega l'iniziativa del Pd alla gestione regionale della sanità e, in particolare, al progetto del nuovo ospedale di Terni. "Mentre ululano alla luna accuse gravi ma senza alcuna prova, basate su una palese ignoranza dei fatti e degli atti, nel Pd coprono ciò che la loro Giunta regionale in Umbria sta facendo contro Terni e i ternani sull'ospedale, una vicenda vergognosa che vede il Comune ignorato, i costi a carico dello Stato aumentati di oltre 250 milioni, una serie di azioni 'confuse' che mirano a far saltare o a spostare di 20 anni la realizzazione del nuovo ospedale cittadino", aggiunge. Bandecchi rilancia quindi la sfida sul piano giudiziario, invitando la senatrice dem a rivolgersi alle autorità competenti qualora fosse in possesso di elementi concreti. "Se la sen. Ascani ha qualche prova certa sui miei presunti conflitti di interessi, proceda con una denuncia all'Autorità competente - ha affermato Bandecchi -, così vedremo chi dice la verità e chi dice falsità e chi ne pagherà i danni." Infine, il sindaco definisce la richiesta di rimozione come un atto intimidatorio e attacca duramente i rappresentanti del Pd umbri. "L'ennesima richiesta, al ministro dell'Interno, di rimozione del sottoscritto senza che ve ne sia alcun presupposto di Legge, appare come un chiaro tentativo di intimidazione che ricorda le violente purghe di staliniana memoria. La Ascani e i suoi colleghi umbri del Pd lavorino di più e meglio per il territorio, visto che sono seduti sulle poltrone parlamentari da molti anni e i loro risultati sono pari allo zero, anziché chiedere la illegittima rimozione di un sindaco democraticamente eletto dai cittadini".
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