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Intoccabili, impuniti, irresponsabili. Votiamo Sì al referendum per voltare pagina
Oggi 03-01-26, 07:56
Oggi Il Tempo vi racconta una storia incredibile ma vera. Come scoprirete, sanzionare un magistrato anche in presenza di un comportamento gravemente inopportuno è una chimera. Ma il problema è doppio. Loro – le toghe – si sono autocollocate in uno spazio di impunità e intoccabilità. Quanto invece al cittadino sotto indagine – povero lui – si tratta di un morto che cammina. Ormai l'accertamento della verità nel processo vero, davanti a un giudice terzo, non conta più: anzi, neanche ci si arriva. Un duro confronto tra ipotesi accusatoria e tesi difensiva non c'è, e quasi nessuno pare nemmeno dolersene. Tutto questo, in Italia, è stato silenziosamente ma ferocemente abolito: resta formalmente scritto nel codice di procedura, ma al momento è lettera morta. E allora cosa è realmente vigente? Un meccanismo in cui quel che conta è sparare il primo colpo. Cosa che fanno le procure. Come si procede, dunque? Si annuncia un'inchiesta (anzi: una «maxi-inchiesta»), si diffonde (a senso unico) la versione dell'accusa, con particolari suggestivi e una “narrazione”già orientata ed efficace. Nel frattempo, il malcapitato oggetto dell'indagine è già in carcere preventivo o agli arresti domiciliari: ridotto a «non persona», muto, imbavagliato, impossibilitato adire mezza parola. E con un gip che quasi mai osa dire no alle misure cautelari richieste dal pm. Non dimenticate, amici lettori, ciò che Luca Palamara ha svelato in passato, in dialogo con Alessandro Sallusti. Ripensiamoci: in teoria, in un sistema di processo accusatorio (con un giudice terzo), la figura centrale del sistema dovrebbe essere proprio il giudice. E invece come mai le correnti della magistratura lottano selvaggiamente per la guida delle procure? Elementare, Watson: perché è da lì, come abbiamo visto, che si spara il primo colpo. Tutte buone ragioni, la prossima primavera, per votare con convinzione Sì al referendum sulla separazione delle carriere. Non risolverà tutti i problemi, ma è un passo determinante nella direzione giusta.
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