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Iran, Pezeshkian a Trump: "Non ci arrendiamo nemmeno per sogno"
Oggi 07-03-26, 18:51
L'Iran respinge la richiesta di Trump di resa incondizionata definendola un "sogno". Il presidente Masoud Pezeshkian ha presentato in via del tutto inedita le proprie scuse agli stati confinanti del Golfo Persico per gli attacchi con missili e droni dei giorni scorsi. In un discorso preregistrato trasmesso oggi dalla televisione di Stato, Pezeshkian ha affermato che il paese non capitolerà mai, rispondendo al presidente degli Stati Uniti che venerdì aveva affermato che solo la totale sottomissione dell'Iran avrebbe potuto porre fine alla guerra. I nemici dell'Iran, ha affermato Pezeshkian, "devono portare con sé nella tomba il sogno della resa incondizionata del popolo iraniano". Dichiarazioni che aggravano ulteriormente il conflitto, che ha soffocato le forniture mondiali di petrolio e tagliato i trasporti aerei. Allo stesso tempo, Pezeshkian ha chiesto scusa agli stati vicini per le recenti "azioni" dell'Iran, in un apparente tentativo di placarne la rabbia dopo che gli attacchi hanno colpito obiettivi civili nei paesi del Golfo. Teheran ha risposto agli attacchi sul proprio territorio prendendo di mira Israele, ma anche gli stati arabi del Golfo che ospitano basi militari statunitensi, mentre Tev Aviv ha lanciato intensi attacchi anche sul Libano, dove si nasconde Hezbollah, sostenuto dall'Iran. La scorsa settimana, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, Bahrein e Arabia Saudita hanno segnalato attacchi con droni e missili. Pezeshkian ha affermato che il consiglio direttivo temporaneo dell'Iran ha approvato la sospensione degli attacchi contro i paesi vicini, a meno che un attacco all'Iran non provenga da quelle nazioni. "Chiedo personalmente scusa ai paesi vicini che sono stati colpiti dalle azioni dell'Iran", ha affermato. Non è ancora chiaro se le dichiarazioni di Pezeshkian segnalino una decisione più ampia da parte di Teheran di ridimensionare la campagna, o cosa abbia provocato questo apparente cambiamento. Il discorso del presidente iraniano giunge mentre Israele annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran , inviando 80 aerei da combattimento in un blitz prima dell'alba che ha incendiato l'aeroporto Mehrabad di Teheran. I funzionari israeliani hanno affermato che tra gli obiettivi c'erano un'accademia militare, un centro di comando sotterraneo e un deposito di missili.
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