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Iran, Tajani: "Non è una guerra lampo. Teheran si preparava da anni"
Oggi 17-03-26, 19:02
"Non è una guerra lampo. L'Iran si preparava da anni, non voleva a rinunciare al programma atomico e sapeva che i negoziati sarebbero falliti a un certo punto e ci sarebbe stato un attacco da parte di Israele con il sostegno degli Usa". Cosi il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Palazzo Wedekind, a Roma, per il convegno organizzato da Il Tempo 'La guerra in Iran. Dall'energia alle reti, dalla mobilità alla logistica, scenari e risposte per trasformare la crisi in opportunità'. "Penso che la guerra proseguirà per qualche settimana" e che seguendo il "modello Venezuela" gli Usa "probabilmente puntanteranno a un accordo con le strutture che seguiranno al regime". Il ministro, intervistato dal direttore de Il Tempo Daniele Capezzone, ha aggiunto: "Ho detto dall'inizio che non sarebbe stata una guerra lampo. Teheran sapeva che ci sarebbe stato un attacco di Israele. Ha quindi una struttura militare molto forte e nonostante le distruzioni, può ancora resistere". Sebbene la leadership iraniana sia stata decapitata, per Tajani "è sufficiente a far arrendere gli iraniani". "Sapendo che con Usa e Israele perderanno questa guerra, ora gli iraniani mirano a creare il caos nei Paesi arabi soprattutto del Golfo Persico", ha aggiunto il ministro degli Esteri. Qualche segnale secondo Tajani "è stato mandato anche alla Turchia e all'Europa meridionale, penso a Cipro. E poi al Kurdistan iracheno". Cosi, secondo il vicepremier, "l'Iran spera che questi Paesi che hanno buone relazioni con gli americani e sono membri Nato o dell'Unione europea premeranno per fermare la guerra". "Oggi in Italia non abbiamo problemi perché abbiamo ancora le riserve arrivate prima della guerra. C'è certamente chi specula. Ma si è deciso di liberare riserve per abbassare i costi" ha sottolineato il ministro degli Esteri. Sollecitato sull'aumento generalizzato dei costi dell'energia per via della chiusura di fatto di Hormuz e l'impatto sull'Italia, Tajani ha spiegato: "Il prezzo del gas si fa ad Amsterdam e forse servirebbe mettere un tetto lì. Quanto al petrolio, si può contribuire di ridurre le accise col guadagno aggiuntivo arrivato dall'aumento del prezzo della benzina. Stiamo valutando".
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