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Iran, Trump alza il tiro: "Colpiremo ancora duramente". E i prezzi schizzano
Oggi 02-04-26, 10:01
Nella notte il presidente Usa Donald Trump è tornato a parlare di Iran, vantando nuovamente di aver realizzato un cambiamento di regime con l'uccisione dei suoi vertici militari e di aver piegato completamente gli Ayatollah. Un conflitto, ormai in corso da più di un mese, che secondo Washington finirà presto ma non prima del rush finale: "Colpiremo l'Iran molto duramente nelle prossime due-tre settimane. Li riporteremo all'eta' della pietra, a cui appartengono". Parole, quelle del Tycoon, che hanno provocato grande agitazione economica. Infatti, stamattina il prezzo del petrolio Brent è salito bruscamente sui mercati asiatici, superando nuovamente i 105 dollari al barile. Il Brent si è balzato di oltre il 4% a 105.55, mentre il greggio Wti ha guadagnato il 3% a 103,16 dollari al barile dopo che entrambi avevano mostrato una tendenza al ribasso prima delle parole di Trump. E i future sui listini di Wall Street calano: il Nasdaq perde l'1,2%, lo S&P 500 l'1%. Quella di Teheran, per Trump, è una crisi ereditata dalla debolezza delle precedenti amministrazioni - soprattutto quella Obama - che lui è chiamato a risolvere per "mettere fine alla minaccia iraniana all'America e al mondo". Sul tavolo, non solo la questione militare ma anche quella energetica provocata dalla chiusura di Hormuz. Uno snodo centrale per il transito di approvigionamenti, che Trump puntava a liberare con una missione Nato che però non ha assecondato le sue richieste. Una scelta dovuta dall'effetto sorpresa Usa, che ha attaccato l'Iran senza avvisare preventivamente gli Alleati. Sullo Stretto, comunque, Trump tenta di passare la palla: "I Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono prendersi cura di quel passaggio. Devono custodirlo gelosamente. Devono appropriarsene e proteggerlo con cura. Possono farlo facilmente. Noi forniremo il nostro aiuto, ma spetta a loro assumere la guida nella protezione del petrolio da cui dipendono così disperatamente". Non fa lo stesso con i partner del Golfo, che Washington promette di continuare ad aiutare: "Desidero ringraziare i nostri alleati in Medio Oriente: Israele, l'Arabia Saudita, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrain. Sono stati formidabili, e non permetteremo in alcun modo che subiscano il minimo danno o che falliscano". La guerra continua, fra scontri e rincari economici.
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