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Iran, Ue valuta missione a Hormuz e le monarchie del Golfo si scaldano: fermare Teheran
Oggi 24-03-26, 18:46
La presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Layen, ha fatto sapere che l'Ue potrà prendere in considerazione il dispiegamento di una missione marittima nello Stretto di Hormuz esclusivamente al termine delle ostilità in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran. Ogni iniziativa sarà quindi subordinata a una preventiva de-escalation e al ripristino di condizioni di sicurezza per la navigazione commerciale. La notizia giunge a margine dell'incontro col primo ministro australiano Anthony Albanese, con cui è stato siglato un accordo di libero scambio che promette di rivoluzionare i rapporti commerciali tra i due blocchi. La scelta, dunque, è quella della prudenza strategica e della soluzione diplomatica. E sulle ricadute economiche, la presidente ribadisce l'importanza di "arrivare a una soluzione negoziata". Intanto, il coinvolgimento dei Paesi del Golfo nel conflitto appare più ambiguo di quanto dichiarato pubblicamente. Ufficialmente, le monarchie arabe continuano a sostenere di non voler partecipare ad attacchi contro l'Iran né autorizzare l'uso del proprio spazio aereo, ma video verificati da Storyful indicherebbero che alcuni lanci di missili terra-terra contro l'Iran sarebbero partiti dal Bahrein. A spingere verso una postura più aggressiva non sono solo gli attacchi subiti, ma anche il timore che Teheran possa consolidare una leva strategica sullo Stretto di Hormuz, snodo vitale per i mercati energetici mondiali. Secondo fonti arabe, infatti, l'Iran avrebbe notificato di voler rivendicare un ruolo nello Stretto dopo la guerra e imporre perfino dei pedaggi, sulk modello di Suez gestito dall'Egitto: una prospettiva considerata inaccettabile dalle monarchie del Golfo, già colpite economicamente e fisicamente. I leader della regione, in particolare sauditi ed emiratini, starebbero premendo sull'amministrazione Trump affinché porti fino in fondo l'offensiva e neutralizzi le capacità militari iraniane prima di aprire la strada a un cessate il fuoco. La convinzione diffusa è che le garanzie di sicurezza statunitensi e il dialogo con Teheran non bastino più' a proteggerle. Lo scenario di ingresso in guerra, però, configurebbe un ulteriore e imprevedibile stravolgimento in tutto il Medio Oriente.
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