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"Italia e Romania complici della guerra". Così l'Iran tenta (invano) di intimorirci
Oggi 25-06-26, 20:52
Nel primo pomeriggio di ieri, 24 giugno, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, aveva dichiarato che "dall'Italia sono decollati 500 aerei americani dalle basi degli Stati Uniti presenti nel paese per sostenere l'operzione Epic Fury". Una frase che ha fatto scattare agitazioni tanto sul fronte interno, dove l'opposizione non ha perso occasione per attaccare il governo che aveva dichiarato di non aver prestato l'utilizzo di Sigonella agli Usa, quanto a livello internazionale. E questo nonostante le immediate delucidazioni fornite da una nota del ministero della Difesa, in cui si spiegava che "sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell'ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti". A distanza di 24 ore, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, è intervenuto sulla faccenda tentando, invano, di intimorire il governo di Roma. "Italia e Romania sono state esplicitamente citate dal segretario generale della Nato come Paesi che hanno partecipato all'aggressione contro l'Iran - ha scritto in un post su X - Insieme a ogni altro Paese europeo che ha sostenuto l'aggressione americano-israeliana contro l'Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di essere complici di questo palese atto di aggressione e della commissione di atrocità di massa contro il popolo iraniano a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas". E ancora: "Si tratta di un'ammissione chiara e schiacciante della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato sovrano membro dell'Onu, una violazione flagrante delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite. L'Organizzazione e i singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze". Il ministero degli Esteri, Antonio Tajani, ha comunque parlato col suo omologo iraniano spiegando che il governo "non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l'utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l'Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti".
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