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La "circonvenzione" di Elly: tutti lavorano per Conte e al Nazareno è panico
Oggi 04-04-26, 08:21
C'è una bandiera blu in arrivo per Elly Schlein. Come quella che in Formula 1 avverte i piloti che stanno per essere doppiati. L'avvertenza è la stessa: faccia passare il concorrente. Un segnale eloquente: nell'ultimo sondaggio di Piazza Pulita (Eumetra) sul gradimento degli elettori di centrosinistra, Giuseppe Conte sfreccia al 60,7%, parecchi giri avanti alla segretaria del Pd ferma a un misero 39,3%. Oltre 21 punti di distacco: un baratro che si è approfondito proprio negli ultimi giorni. Ovvero quando il «Giuseppi» nazionale è tornato a vestire gli abiti da primo della classe: fidatevi di me, ho il passepartout per Palazzo Chigi. Poi la campagna in giro per l'Italia per presentare la sua ultima fatica: «Una nuova primavera», sguardo ammaliatore, camicia bianca e cravatta blu in copertina. Un santino elettorale, guardatemi negli occhi. Così nella war room del Nazareno è scoppiato il panico, costringendo i fedelissimi a una pericolosissima virata: facciamo uscire di scena le primarie. Una strada che si è subito trasformata in un vicolo cieco, con l'editorialista Paolo Mieli che ha consigliato alla segretaria il «beau geste»: faccia un passo indietro per favorire il leader 5 Stelle. Lo stesso consiglio malizioso che ripete Goffredo Bettini, ricordando la «generosità» di Massimo D'Alema. Un'esca insidiosissima: «Si scelga il migliore». Peraltro lo stesso baffino è uno degli sponsor più titolati di Conte. Nei pressi della Casa Madre in tanti ci sperano, da Roberto Speranza a Andrea Orlando, quelli di Montepulciano. In questo caso non servirebbero nemmeno i gazebo: basterebbe un caminetto per prendere atto del ravvedimento di Elly. Da peccatrice per hybris e superbia - a renitente. Si accontenti di fare la numero due, le dicono, sapendo che per lei sarebbe il precipizio finale. In caso contrario, resta l'ipotesi più probabile, quella dei gazebo entro la fine dell'anno. Un percorso a ostacoli dove l'ex premier ha già piantato i paletti: voto libero, aperto e soprattutto online. Fuori gli apparati, intima Conte. Nel frattempo la sua corsa crea malumori anche tra i padri nobili. Si risente Romano Prodi, forse il primo a segnalare in tempi non sospetti l'inadeguatezza della Schlein. Il Professore però sognava un altro schema: una riedizione dell'Ulivo '96, con un profilo cattolico a far da contrappeso alla sinistra radicale: Ernesto Ruffini o Franco Gabrielli. Di fronte alla realtà, l'ex presidente Ue si sfoga con Sky: «Non capisco perché Conte abbia fatto questa mossa, che non può che mettere più in crisi questa gara strana delle primarie anticipate». Nella confusione totale, riprende la proliferazione dei «federatori». L'ultimo è Pierluigi Bersani, evocato come anti-Meloni o asso per il Colle. Un segnale disperato: quando il presente vacilla, la sinistra pesca nell'album dei ricordi alla ricerca della figurina giusta per scendere in campo. In questo caos, l'unico che insiste per le primarie è Matteo Renzi. L'ex sindaco di Firenze fa il motivatore, annusa il sangue e rilancia: «Andranno a votare in 3 milioni. Chi vince viene legittimato a portare avanti il suo programma». «Tra Schlein e Conte, preferisco la prima», mette in chiaro l'ex rottamatore. Gli fa eco il vicepresidente di Italia Viva Enrico Borghi: «Presenteremo una nostra candidatura». Una pesca a strascico: senza l'ambitissima Silvia Salis che spera nell'incoronazione diretta, in rete rischiano di finire solo attori non protagonisti. C'è poi la contesa su Maurizio Landini: la segretaria del Pd spera nell'aiutino della «macchina» della Cgil. Corso Italia per ora prende solo impegni generici: ci sarà da fidarsi si interrogano i fedelissimi? Il timore che anche da quelle parti possa venir fuori un'insidia: non è che a Landini venga voglia di fare il federatore? La realtà al momento è impietosa, sentore che la burrasca è imminente. I radar registrano gli acuti dei sondaggi e la corsa della lepre di via di Campo Marzio. La bandiera blu incombe: Elly, fatti più in là. O prima o dopo.
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