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La madre, il compagno e il nonno dietro la scomparsa di Alisya e Sarah: tre fermati per sequestro di persona
Oggi 22-06-26, 07:37
Tre persone sono state fermate dalla polizia nella mattinata di lunedì 22 giugno, intorno alle cinque, con l'accusa di sequestro di persona in relazione alla scomparsa delle sorelline Alisya e Sarah Di Giacinto, di 12 e 16 anni, allontanatesi nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila. I provvedimenti riguardano la madre delle bambine, Valentina Dacunto, il suo compagno Vincenzo Esposito e il nonno delle piccole, Marco Dacunto, padre della donna. I dettagli dell'operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in Procura a Sulmona alle 11.45. Il ritrovamento delle sorelline era stato confermato domenica sera intorno alle 21.30 con le parole "Sono vive e stanno bene". A localizzarle sono stati i carabinieri del Ros, che negli ultimi giorni avevano intensificato le ricerche in sinergia con i colleghi dell'Aquila. Le bambine si trovavano nell'appartamento di una donna di ottant'anni, indicata come una zia materna, in un complesso di edilizia popolare nel quartiere Rio Fresco-Scacciagalline a Formia, in provincia di Latina, non lontano da un'abitazione della madre. Qui nella serata di domenica è scattato il blitz dei carabinieri, alla presenza anche del procuratore di Sulmona Luciano D'Angelo, che coordina le indagini insieme al capo della Procura di Cassino Carlo Fucci. "Sicuramente non ce le hanno regalate" si limitano a dire gli inquirenti, "comunque l'importante è che le piccole siano state trovate in buone condizioni. Ora stiamo pensando a metterle in protezione". Le bambine sono state trasferite nella stessa serata in una località protetta e affidate formalmente alla tutela del sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli. Chiusa la fase delle ricerche, restano aperti numerosi interrogativi. Il principale riguarda le modalità con cui le due sorelline abbiano potuto percorrere oltre 110 chilometri per raggiungere Formia da Civitella Alfedena: è ipotesi consolidata che qualcuno le attendesse fuori dalla casa famiglia per poi accompagnarle in auto a destinazione, il che lascia supporre il coinvolgimento di altri soggetti oltre alla zia che le ospitava. L'attenzione degli investigatori si concentra in particolare sulla madre Valentina Dacunto e sui suoi eventuali rapporti con la zia che ha accolto le bambine. Un elemento che potrebbe rivelarsi significativo è emerso dalle dichiarazioni del fidanzatino diciottenne di Alisya, secondo cui la ragazza gli avrebbe scritto che qualcuno le avrebbe portate via anche con la forza. Il giovane è stato interrogato per oltre sei ore sabato ed è tornato in caserma domenica, e non si esclude che la sua testimonianza abbia contribuito a chiudere il cerchio e a far scattare l'operazione. L'avvocato della madre, Enrico Mastantuono, ha appreso la notizia del ritrovamento dal telegiornale. Diversa la reazione del padre delle bambine, Stefano Di Giacinto, che alla notizia ha avuto un cedimento fisico: "Per la forte emozione è finito in ospedale" fanno sapere dall'Associazione Penelope, "è ovviamente felicissimo ed ha pianto per la fine di un incubo".
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