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La nuova minaccia anarchica: "Roma brucerà". La data del caos
Oggi 30-03-26, 17:47
Fermento nella galassia anarchica dopo i fermi preventivi scattati per 91 militanti che avevano sfidato il divieto di manifestare per Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due morti nell'esplosione del Parco degli Acquedotti. Ma soprattutto in vista delle mobilitazioni per Alfredo Cospito, l'uomo simbolo del movimento anarchico sul quale il ministro della Giustizia dovrà decidere sul rinnovo del regime 41 bis entro il 4 maggio. Oltre ai messaggi in rete che continuano a inneggiare a ai due militanti "caduti in combattimento", a Bologna spuntano altre scritte minacciose. Una nei confronti della premier Giorgia Meloni. Affiancata, in questo caso, da un altro messaggio da tono simile rivolto anche al sindaco Matteo Lepore e a due dei suoi assessori: Daniele Ara e Matilde Madrid. Le scritte sono visibili in via Beolco, nel quartiere San Donato-San Vitale. Su una parete si può leggere la frase "Meloni appesa", accompagnata dal disegno di un cappio. E di fianco "Ara, Madrid, Lepore lx primx della lista"; poi "Free Pillo". Sul muro di fronte, invece, un'altra scritta fa riferimento a Mercogliano e Ardizzone, i due anarchici morti nel Parco degli acquedotti nella capitale: "Per Sandro e Sara il 18 aprile Roma brucerà", con un richiamo a una manifestazione di area prevista in quella data a sostegno di Alfredo Cospito e contro il 41 bis. Nello stesso punto anche una "A" anarchica e un simbolo costituito da otto frecce disposte a raggiera, simbolo noto come "stella del caos" e usato spesso da anarchici e insurrezionalisti. Su una colonna, poi, si evocano le proteste contro il progetto Futura al Pilastro: "Le mucche fanno muuu ma una fa mubasta". Poco distante, su via Andreini, c'è anche un'ulteriore scritta "Free Cospito". Due i momenti che si sono registrati domenica a Roma: il primo al Casale di Parco degli Acquedotti, il secondo al Quarticciolo. Sono stati 91, alla fine, i fermi preventivi in virtù del dl sicurezza sui soggetti potenzialmente pericolosi per l'ordine pubblico. "Il Decreto Sicurezza funziona - osserva la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un post pubblicato in serata sui social - Il fermo preventivo disposto per 91 soggetti dell'area anarchica, ritenuti pericolosi e arrivati a Roma per una manifestazione non autorizzata dalla Questura in memoria dei due anarchici morti il 19 marzo nell'esplosione di un ordigno che stavano confezionando, conferma quanto fosse necessaria questa norma". Un decreto che "non serve a limitare la libertà di manifestare, come sosteneva certa sinistra. Serve, al contrario, a garantire che le manifestazioni si svolgano in modo pacifico e non violento, come prevede la Costituzione, e a tutelare chi vuole esercitare quel diritto in modo civile, senza violenza e senza devastazione", prosegue la premier assicurando che "è in questa direzione che il Governo continuerà a muoversi: più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele per chi vuole manifestare pacificamente". Linea che è fumo negli occhi degli anarchici.
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