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La protesta dei laziali finisce sul New York Times
Oggi 18-03-26, 20:11
La serata contro il Milan ha restituito alla Lazio un'immagine potente. Uno Stadio Olimpico pieno, caldo, trascinante. Oltre 50 mila tifosi sugli spalti, cori continui e una coreografia che ha fatto da cornice a una vittoria pesante. Un ritorno, almeno per una notte, di quel legame viscerale tra squadra e pubblico che per mesi era rimasto sospeso. La società ha voluto celebrare tutto questo con un video pubblicato sui propri canali social. A corredo, un messaggio carico di enfasi: «Notte indimenticabile. Una di quelle da rivivere ancora e ancora. Grazie per le emozioni che ci avete regalato. Tutti insieme, per la nostra Lazio. Più forti che mai». Parole che però non hanno trovato la risposta sperata. Anzi. Sotto al post, nel giro di pochi minuti, si è scatenata una valanga di commenti negativi. Un'unica parola, ripetuta all'infinito: «Libertà». Il riferimento è preciso. Proprio nella serata contro il Milan, infatti, era stata bloccata una parte della coreografia prevista in Tribuna Tevere, dove avrebbe dovuto campeggiare proprio quella scritta. Una frattura evidente, che racconta bene il momento che si vive in casa Lazio. Da una parte la squadra, sostenuta e spinta dai tifosi, dall'altra il rapporto, sempre più deteriorato, con la società. A fotografare questo clima ci ha pensato anche il The New York Times. Nell'articolo viene ricostruita l'evoluzione della protesta contro Lotito, tra striscioni comparsi in città, contestazioni e la decisione di disertare lo stadio per diverse partite. Il giudizio finale è emblematico: i tifosi della Lazio «meriterebbero un Oscar» per l'atmosfera creata.
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