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La violenza choc di Roma: tre giorni di orrore nel "palazzo del crack"
Oggi 28-05-26, 21:24
La richiesta di una dose di hashish si è trasformata in un incubo. Prima la droga poi costretta a tre giorni di orrore consumati in un edificio abbandonato conosciuto come il 'palazzo del crack' su cui Il Tempo aveva lanciato l'allarme perché calamita per tossici, criminali e sbandati di ogni tipo. Vittima una turista colombiana di 32 anni sequestrata, drogata e sottoposta a ripetuti stupri di gruppo all'interno di uno stabile occupato nella periferia est della Capitale, a Tor Sapienza. Una vicenda che ha riacceso i riflettori sull'occupazione dello stabile, una volta sede di una struttura ministeriale e ora completamente 'cannibalizzato' diventato un eldorado per tossici e spacciatori. La donna, arrivata a Roma per una vacanza appena dieci giorni prima, alloggiava in un hotel nei pressi della stazione Termini. La sera del 19 maggio era uscita per cena in un ristorante della zona quando, all'esterno del locale, ha chiesto a un uomo di procurarle dell'hashish. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile e del distretto Prenestino, coordinati dalla Procura di Roma, il pusher avrebbe convinto la turista a seguirlo. Dopo una lunga camminata, la donna sarebbe stata caricata con la forza su un furgone e trasportata in uno stabile occupato di via Cesare Tallone. Lì, per oltre 36 ore, sarebbe stata segregata e costretta a subire violenze sessuali da parte di più uomini che si sono alternati senza sosta. La vittima è stata anche minacciata di morte e obbligata ad assumere sostanze stupefacenti per impedirle di reagire o tentare la fuga. Solo all'alba del terzo giorno, approfittando di un momento di distrazione dei suoi aguzzini, è riuscita a scappare in strada seminuda, trovando il coraggio di chiedere aiuto a un passante. Una vicenda che per poco ha rischiato di trasformarsi in un omicidio come quello che vide come vittima, nella baracca del buco nel quartiere San Lorenzo, la giovane Desirée Mariottini. Trasportata d'urgenza al policlinico Casilino, i medici hanno riscontrato evidenti segni di violenza e un forte stato di alterazione psicofisica compatibile con l'assunzione forzata di droga. Le indagini lampo della polizia hanno portato al fermo di cinque uomini, due cittadini gambiani di 29 e 38 anni, un maliano di 43 anni, e due nigeriani di 29 e 39 anni. Per tutti l'accusa è di violenza sessuale di gruppo aggravata dall'aver approfittato delle condizioni di inferiorità della vittima. Gli arresti sono stati convalidati. Durante il blitz nello stabile occupato, gli agenti hanno identificato 22 cittadini stranieri irregolari. Per undici di loro sono scattati provvedimenti di espulsione e il trasferimento nei centri di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria, Palazzo San Gervasio e Bari. Gli investigatori stanno ora approfondendo ulteriori ipotesi di reato, tra cui sequestro di persona e rapina. Alla donna, infatti, sarebbero stati sottratti cellulare ed effetti personali durante la prigionia. Nel 2023 nei pressi della struttura venne ucciso, con un colpo di pistola un pusher nigeriano, si ipotizza da una banda di georgiani.
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