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L'altra Rete degli anarchici: chat segrete e anonimato ma dopo l'"esame politico"
Oggi 18-04-26, 09:30
La galassia anarchica e antagonista ha un'esigenza persistente: comunicare in segretezza nell'era del controllo totale dell'informazione. A fornire gli strumenti per farlo sono i collettivi di cyber-attivisti che offrono piattaforme sganciate dai colossi del web. Non chiedono dati personali e non conservano che quelli tecnici, necessari al funzionamento del servizio ma non sufficienti a identificare l'utente. E quando le Procure a colpi di ordinanze mettono le mani sui server si trovano un pugno di mosche: un fiume di informazioni cifrate e inutilizzabili. Parliamo di blog e siti di contro-informazione per comunicare "in chiaro" e fare proselitismo. Ma soprattutto caselle email e piattaforme di messaggi istantanei per parlare in segretezza. Conversazioni anonime e cifrate grazie ai protocolli delle chat anni '90 come Irc o il più evoluto Jabber. Questi, per esempio, sono servizi offerti da A/I Autistici-Inventati, collettivo antagonista e anticapitalista con server propri che ospitano 12mila caselle mail, 4mila tra blog e siti e migliaia di mailing list. La stima è la loro, come quella dei costi di gestione di circa 20mila euro l'anno, coperti da donazioni e autofinanziamento. Parliamo di decine di migliaia di utenti attivi e soprattutto anonimi. Tra i siti della piattaforma di A/I chiamata NoBlogs, per dire, c'è LaNemesi che dal 2022 pubblica rivendicazioni di attentati e sabotaggi. L'ultimo caso è quello dell'attacco incendiario compiuto in Grecia in nome di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Ma sono ospitati anche siti di riferimento in altri Paesi come Grecia e Cile. Il collettivo, che figura come un'associazione di volontariato attiva in provincia di Pisa, non chiede alcun dato personale per aprire un'utenza. Il richiedente deve accettare il «manifesto» e i principi di «antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antiomofobia, antitransfobia, antimilitarismo» professati. Per avere le chiavi dei servizi, però, bisogna passare un "esame politico" attraverso un carteggio che viene cancellato dopo il via libera (o il rifiuto). L'utente spiega il motivo per cui chiede un account, il fornitore si impegna a fornirglielo senza archiviare i suoi dati. Tra i servizi, tutti gratuiti, chat istantanee e strumenti per nascondere identità esistenti come gli «anonymous remailer» e Nym, usato per alias e pseudonimi. Siamo con un piede nel dark web perché tutto è accessibile anche attraverso Tor, il browser che usa reti criptate. Insomma, ben oltre la privacy garantita da app come Telegram. Tra i cybercollettivi che offrono le fondamenta informatiche alla nebulosa antagonista c'è la svizzera Open Networks Association che alimenta IlRovescio, storico spazio online dell'anarchismo. Tornando all'Italia, Cisti realizza strumenti innovativi e difficilmente tracciabili. La novità sono i Pad, documenti condivisi, anonimi e non indicizzati dai motori di ricerca. Per accedervi bisogna essere in possesso di un link e chi ci si collega può aggiungere informazioni al documento in forma anonima. Chiunque può creare un Pad, scriverci quello che vuole e invitare altri a contribuire. Indivia offre canali protetti per lo streaming audio, ma anche reti crittografate, chat, spazio web e alias per le email. Oziosi fornisce anche delle chat Xmpp, un protocollo con cifratura blindata. Senza considerare gli innumerevoli «anarcoserver» in giro per il mondo, c'è una storica realtà romana del cyberattivismo, AvANa - Avviso ai naviganti, che ha istruito generazioni di antagonisti digitali. Tra le guide realizzate c'è quella per proteggere il proprio telefono dalle intrusioni delle forze dell'ordine dopo un fermo o un sequestro. Negli appstore alternativi come Fdroid, ad esempio, ci sono servizi che permettono la cancellazione automatica dei dati del cellulare in caso qualcuno tenti di forzare l'accesso. Già, perché è inutile usare canali criptati se poi sui dispositivi restano le tracce e i file. In sintesi, gli anarchici come Cospito vedono come fumo negli occhi tanto lo Stato quanto le multinazionali tecnologiche, al punto che predicano l'antimodernità come stile di vita e di lotta. Ma per le cellule che cospirano contro l'autorità, la segretezza è un bene irrinunciabile. L'anarchico americano Hakim Bey, che ha ispirato la generazione black bloc dell'alba del terzo millennio, aveva dettato la linea in «T.A.Z. (Zona Temporaneamente Autonoma)», libro di culto dell'insurrezionalismo: «Utilizzare i media per scopi non mediatici, utilizzare la tecnologia contro la tecnocrazia».
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