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Latin King, 30 coltellate a Silvera, 8 indagati. C'è pure il trapper Reyomar
Oggi 06-06-26, 16:50
C'è una svolta nell'inchiesta relativa all'omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne accoltellato alla stazione Certosa di Milano la sera del 26 maggio e morto dopo qualche ora in ospedale. Un 19enne peruviano è stato fermato nella serata di venerdì 5 giugno con l'accusa di omicidio in concorso aggravato dalla premeditazione, mentre un altro ragazzo di vent'anni, ritenuto tra i presunti responsabili dell'agguato mortale, sarebbe scappato all'estero, forse in Spagna. Gli agenti della Squadra Mobile, coordinati dalla procura del capoluogo lombardo diretta da Marcello Viola, sono sulle sue tracce. In totale, sarebbero 17 le persone identificate, otto delle quali indagate, che si sarebbero presentati come “facenti parte della banda criminale latinoamericana denominata Latin King”, si legge nel decreto di fermo emesso dal pm Elio Ramondini e dall'aggiunta Bruna Albertini. Tra questi spicca il nome di un giovane trapper, Omar Jair Cordova Rey, 20 anni, molto popolare su Tiktok e Instagram, dove è conosciuto con gli pseudonimi di Reyomar o Reystreetbandana. Il ragazzo sarebbe stato ripreso dalle telecamere della stazione e riconosciuto da alcuni testimoni. Ucciso con 30 coltellate Tutto sarebbe cominciato con una lite violenta, per motivi ancora sconosciuti, all'esterno della stazione di Milano Certosa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo di 17 giovani, dopo aver individuato Gianluca Ibarra Silvera insieme al fratello e ad un amico sulla banchina del binario 5, si sarebbero disposti in modo tale da precludere ogni possibile via di fuga ai tre coetanei. Li avrebbero minacciati e inseguiti sui binari, lanciando loro contro sassi e bottiglie di vetro. Durante la fuga Ibarra Silvera è caduto a terra. A quel punto, gli aggressori lo hanno accerchiato e colpito con una trentina di fendenti a tronco, braccia e gambe, salvo poi trascinarlo all'interno di una stretta intercapedine tra i binari e le mura di cinta della stazione, dove è stato ritrovato poco dopo. Nonostante l'intervento tempestivo dei soccorsi e il trasporto d'urgenza all'ospedale Fatebenefratelli, il 22enne è morto nel giro di un paio di ore. Alla brutale aggressione ha assistito il fratello della vittima: la sua testimonianza è stata decisiva per l'identificazione dei presunti responsabili dell'agguato mortale, insieme alle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza della stazione. La geolocalizzazione dei cellulari in uso agli indagati confermerebbe la loro presenza alla stazione di Milano Certosa la sera del 26 maggio. Piantedosi: "Rafforzati i controlli" Sulla drammatica vicenda si è pronunciato anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, definendo l'episodio “molto grave”. “Confido che a breve verranno assicurati alla giustizia gli autori", ha detto a margine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura a Milano. Sul delitto, ha spiegato il ministro, "c'è un lavoro importante coordinato dalla Procura" ed è quindi "legittimamente auspicabile che verrà portato a soluzione". Piantedosi ha poi ricordato che sono stati rafforzati i controlli nella zona di Milano Certosa, precisando che, nel contesto specifico, “si registrava un decremento di reati”. “Episodi gravi possono succedere anche laddove nella loro generalità i fenomeni tendono a manifestare un decremento", ha concluso.
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