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Leone XIV cita Papa Francesco: "L'economia dell'esclusione uccide"
Oggi 21-04-26, 15:56
"La proliferazione dei conflitti armati ha tra i principali moventi la colonizzazionie di giacimenti petroliferi e minerari, senza riguardo al diritto internazionale e all'autodeterminazione dei popoli". È diretto Papa Leone XIV nel discorso pronunciato a Malabo, in Guinea equatoriale. Il pontefice ha parlato al palazzo presidenziale, dove è stato accolto dal Capo di Stato Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. "Le stesse nuove tecnologie", ha sottolineato Leone XIV, "appaiono concepite e utilizzate primariamente a scopi bellici e in cornici di significato che non lasciano intendere una crescita di opportunità per tutti". Il pontefice ha poi rincarato la dose: "Al contrario, senza un cambio di passo nell'assunzione di responsabilità politica e senza rispetto delle istituzioni e degli accordi internazionali, il destino dell'umanità rischia di venire tragicamente compromesso". "Dio non vuole questo. Il suo Nome santo non può essere profanato dalla volonta di dominio, dalla prepotenza e, soprattutto, mai dev'essere invocato per giustificare scelte e azioni di morte", ha sottolineato in quella che a molti è sembrata una "stoccata" agli Stati Uniti e al Segretario alla Difesa Pete Hegseth che nei giorni scorsi ha parlato di "guerra santa" contro l'Iran. "Il vostro Paese non esiti a verificare le proprie traiettorie di sviluppo e le positive opportunità di collocarsi sulla scena internazionale a servizio del diritto e della giustizia", ha affermato Leone XIV parlando alle autorita politiche e religiose, imprenditori e rappresentanti della società civile e della cultura della Guinea Equatoriale. "In un mondo ferito dalla prepotenza, i popoli hanno fame e sete di giustizia. Bisogna stimare chi crede nella pace e osare politiche controcorrente, con al centro il bene comune", ha rimarcato il pontefice. "Urge il coraggio di visioni nuove e di un patto educativo che dia ai giovani spazio e fiducia". Poi cita il predecessore, Jorge Mario Bergoglio: "La rapidissima evoluzione tecnologica cui stiamo assistendo ha accelerato una speculazione connessa al bisogno di materie prime, che sembra far dimenticare le esigenze fondamentali come la salvaguardia del creato, i diritti delle comunità locali, la dignità del lavoro, la tutela della salute pubblica. In proposito, faccio mio l'appello di Papa Francesco, che proprio un anno fa lasciava questo mondo: 'Oggi dobbiamo dire no a un'economia dell'esclusione e della inequità. Questa economia uccide'".
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