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LETTERA APERTA AL MUR E AL MINISTRO BERNINI
Oggi 11-02-26, 15:27
AI Ministro dell'Università e della Ricerca (MUR) Sen. AI Presidente deII'ANVUR - Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca Prof. Antonio Felice Uricchio da parte delle Rappresentanze Studentesche delle Università Telematiche del Gruppo Multiversity (Mercatorum, Pegaso, San Raffaele) Oggetto: Didattica in remoto ed esami universitari ont ine: I'ultima occasione per portare innovazione anche neII'università italiana Ministro, Presidente, noi sottoscritti. Rappresentanze Studentesche di Università Mercatorum. Università Telematica Pegaso e Università San Raffaele Roma (atenei facenti parte del gruppo Multiversity. che raccoglie circa 200.000 studenti, su oltre 300.000 iscritti ad un'universitó telematica in ltalia). con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami. e in particolare la possibilità di svolgerli online. Scriviamo con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali. Il punto di partenza: qualità e regole comuni Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all'offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano. come regola. Io svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e deIl”esame finale, ammettendo derog he puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base aIl”evoIuzione delle tecnologie disponibili. Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalita che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità deII'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità"" Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con I'idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione” e che il sistema debba avere regole comuni. Perché la questione è urgente: diritto allo studio e Paese reale Nelle nostre comunita studentesche (e soprattutto in generale nelle università telematiche) la componente di studenti lavoratori, caregiver. persone con vincoli familiari. logistici o di salute. atleti dual career, nonché personale della PA e aderente alle forze armate e dell'ordine. è ampia e strutturale. Per molti di Ioro la possibilità di sostenere esami online non è una "comoditó™: è la condizione pratica che rende possibile stud iare. proseguire e completare un percorso universitario. L'eventuale soppressione generalizzata della modalità online (o la sua riduzione a ipotesi residuale e difficilmente accessibile) rischierebbe di tradursi. nei fatti, in una compressione del diritto allo studio: non teorica, ma concreta, misurabile in rinunce. slittamenti. abbandoni. Questa dimensione individuale si intreccia con un dato sistemico. L”ltalia si colloca nelle ultime posizioni deII'UE per numero di laureati complessivi: in particolare nel 2024, la quota di 25—34enni con titolo terziario è 31,6%, contro una media UE del 44,1% (Eurostat, 2024-2026). È una distanza che pesa su competitività, mobilità sociale. produttivita e capacità di innovazione. Il punto. quindi, non è difendere un "modello", ma ridurre attriti e barriere che ostacolano l'istruzione terziaria, soprattutto per chi studia in etó adulta e/o in parallelo al Iavoro, in linea con l'orizzonte della formazione continua ampiamente riconosciuto anche a livello internazionale. Il nodo vero: superare stereotipi e falsi dualismi La discussione pubblica tende ancora a scivolare in luoghi comuni: da un lato 'universita tradizionali™. daIl”altro "università telematiche" come se fossero mondi incompatibili, o peggio gerarchici. In gran parte degli stati esteri, sia le universita digitali che in presenza hanno un unico inquadramento, a differenza delI'Italia che si distingue per aver creato un dualismo tra tradizionali (pubbliche e private) e telematiche. che secondo noi va ormai definitivamente superato: e questo non va fatto togliendo gli esami online nelle universita telematiche, ma al più introducendoli in tutte le universita in modo stabile e organico, garantendo così la piena liberta di scelta agli studenti fra esami e didattica online e in presenza, a prescindere daII'ateneo (che questo sia pubblico o privato, che abbia origine come tradizionale o nasca come telematico). Noi chiediamo quindi di superare definitivamente questa logica discriminante. Uno studente non è "di serie A o di serie B" in base alla modalita con cui studia o sostiene una prova. che questo avvenga online o in presenza: conta la serietà del percorso. la qualità della valutazione. la verificabilità degli standard. E le ultime valutazioni ANVUR (soprattutto degli atenei del gruppo Multiversity), dicono che l'università telematica è già oggi di qualità (ad oggi infatti si attestano in linea con le valutazioni della stragrande maggioranza delle università tradizionali). e questo ”nonostante" la didattica in remoto e gli esami online: ciò dimostra e conferma come NON esista ad oggi una reale dicotomia che possa far dire che la didattica online (asincrona e sincrona) e/o gli esami online pregiudichino in qualche modo la qualità. L'esperienza pandemica non è stata solo una parentesi emergenziale. ma una situazione che ha portato alla Iuce un'esigenza latente di flessibilità. La rapidità con cui il modello didattico digitale è stata accolto e, soprattutto. consolidato, come dimostra la forte crescita delle iscrizioni alle universita telematiche anche al di fuori della fase emergenziale, evidenzia che il modello didattico tradizionale non riusciva più a rispondere pienamente alle necessità di una societa sempre più dinamica ed eterogenea. In questo senso. la tecnologia non dovrebbe essere trattata come un fattore “sospetto" in sé, ma come uno strumento che, se governato e valutato correttamente, puó rendere l”università più inclusiva senza rinunciare a rigore e credibilità. Anche perché (soprattutto dopo la pandemia) l'innovazione nella didattica e nella valutazione digitale non è un fenomeno marginale: è una trasformazione gió entrata nella normalità di molti sistemi formativi avanzati. con modelli e framework che mettono insieme flessibilita e affidabilità. Il progresso delle tecnologie comunicative, ha gia dimostrato come il digitale sia ormai uno spazio relazionale a tutti gli effetti. in grado di abilitare forme di socializzazione dinamiche e costantemente connesse, in linea con la transizione verso modalita lavorative sempre più agili e delocalizzate. Dovremmo quindi al contrar io promuovere gli atenei tradizionali (sia pubblici che privati) ad adottare le più recenti tecnologie. sulla scia avviata dalle università digitali. Senza perdere l'opportunita di un'istruzione online che durante la pandemia aveva nei fatti gió coinvolto organizzativa mente tutti gli atenei italiani Inoltre, con l'affermarsi deIl”inteIIigenza artificiale (che è già presente. non è più solo futuro). serve necessariamente più digitale (e non meno). pertanto tutta l'istituzione universitaria non può e non deve restare indietro ancorata a vecchi retaggi e metodi del passato, perché gia nei fatti non più compatibili con la realta odierna. In questo quadro, le università telematiche sono un”innegabiIe occasione per innovare l”intera accademia italiana, e in generale tutto il comparto della formazione nostrana. pubblica e privata (o più correttamente. fra statali e non statali); l'impropria battaglia per i soli esami in presenza non deve diventare la scusa per conservare pericolosamente lo status quo in modo limitato. con effetti negativi per il nostro Paese in termini di competitività. merito e preparazione, che diventeranno inevitabilmente anche un freno aIl”innovazione. La nostra richiesta: chiarezza immediata e un indirizzo di sistema Con la massima sobrietà istituzionale. chiediamo quindi: Trasparenza sullo stato deII'interIocuzione fra Ministero e Università telematiche: se è in corso un tavolo tecnico o un confronto tra MUR e atenei sul tema (e sapevamo fosse così). chiediamo che vengano indicati oggetto, tempi, passi successivi e modalità con cui tale interlocuzione si tradurrà in determinazioni operative, che auspichiamo comunque vertano alla stabilizzazione orqanica deqli esami online e di oqni forma di didattica remota per tutti qli atenei senza distinzioni. Valutazione di un principio di scelta, laddove compatibile e regolato: la possibilità. per ogni studente. di poter sostenere la prova online a in presenza, senza che ciò comporti differenze di dignità o di valore, e con standard di qualità verificabili stabiliti dai soggetti competenti. Non chiediamo di sostituirci a MUR e ANVUR nel definire il "come" tecnico: chiediamo il riconoscimento del "perché" e del ”che cosa™: rendere la scelta una leva di diritto allo studio. non un'eccezione residuale. Coerentemente con quanto gia previsto dal D.M. 1835/2024, chiediamo che si esplori (in modo trasparente e con l'eventuale supporto di ANVUR) l'ipotesi di un intervento integrativo che, sulla base del mutamento delle tecnologie disponi bili. consenta una stabilizzazione regolata delle modalità esami online. invece di relegarle a casistiche straordinarie. Più che far tornare indietro le università telematiche su strumenti digitali e innovativi come la didattica remota e gli esami online (dove gli atenei digitali sono stati veri e propri pionieri e avanguardisti), facciamoli diventare la normalità e un'opportunità per tutti gli atenei: il mondo reale, quello del lavoro. è già da tempo digitalizzato e Io sarà sempre di più: che sia l”occasione per digitalizzare una volta per tutte anche l'universita italiana in ogni sua forma, che è davvero rimasta indietro sotto tanti punti di vista. in primis proprio in termini di innovazione. Che innovare diventi Io standard, se davvero si vuole guardare al futuro. Un impegno comune: rigore, valutazione, responsabilità Questa Iettera non è contro qualcuno. così come non lo sono le diverse petizioni online auto organizzate dagli studenti che stanno circolando anche in questi giorni e che hanno già raggiunto migliaia di adesioni (fra cui questa: httl s *'° orrj.'k'1XPG Xr vk?). Sono tutte iniziative che partono dal basso e a favore di un obiettivo condivisibile: un'un iversità che sia insieme rigorosa, inclusiva e accessibile. Non chiediamo scorciatoie. Chiediamo che le regole. nel perseguire la qualità, non producano effetti collaterali che riducono l'accesso allo studio proprio dove il Paese ha più bisogno di aumentarlo. Per questo vi chiediamo un riscontro istituzionale e, se ritenuto utile, la disponibilità a un incontro (anche tecnico) con una delegazione delle Rappresentanze firmatarie, affinché la comunità studentesca possa essere informata in modo corretto e non attraverso indiscrezioni o interpretazioni parziali. Con osservanza, Data: (Roma. 10/02/2026) Firmano i delegati di: Università Mercatorum — Jacopo Paoletti Università Telematica Pegaso — Pierluigi Sciacca Università San Raffaele Roma — Giada Guerra E, singolarmente firmano i rappresentanti degli studenti di: Universitas Mercatorum - (Nomi e cariche dei firmatari, in ordine alfabetico): Angelo Argentieri — Commissione Paritetica docenti-studenti della Facoltà di Scienze Tecnologiche e deII'Innovazione Consiglia Avallone — Commissione Paritetica docenti-studenti della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Mauro Balsano — Consiglio di Facoltà di Scienze Tecnologiche e deII'Innovazione Mattia Giuseppe Cara — Commissione Paritetica docenti-studenti della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Lisa Maria Catinaro — Consiglio dei Corsi di Studio della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione e Coordinatrice della Consulta Studentesca Lara Ciliberti — Comitato Unico di Garanzia Raoul Ciliberti — Commissione Paritetica docenti-studenti della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Stefano Alfonso Di Corato — Consiglio di Faaltà di Scienze Tecnologiche e deII'Innovazione Paola De Vitis — Commissione Paritetica docenti-studenti della Facoltà di Scienze Eoonomiche e Giuridiche Gennaro Junior Di Napoli — Commissione Paritetica docenti-studenti della Facoltà di Scienze Economiche e Giuridiche Fabiola lannaccone — Consiglio dei Corsi di Studio della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Samantha Lamoretti — Consiglio dei Corsi di Studio della Facoltà di Scienze Tecnologiche e dell'innovazione Antonio Leto — Commissione Paritetica docenti-studenti della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Elisabetta Manca — Commissione Paritetica docenti-studenti della Faaltà di Scienze Eoonomiche e Giuridiche Salvatore Mancuso — Consiglio dei Corsi di Studio della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Antonino Musolino — Commissione Paritetica docenti-studenti della Facoltà di Scienze Tecnologiche e deII'Innovazione Marco Ottoboni — Commissione Paritetica docenti-studenti della Facoltà di Scienze Tecnologiche e deII'Innovazione Jacopo Paoletti — Presidio della Qualità dell”Ateneo e Segretario del Comitato Direttivo di Alumni Daiana Pappalardo — Consiglio dei Corsi di Studio della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Francesca Perrozzi — Consiglio dei Corsi di Studio della Facoltà di Scienze Tecnologiche e dell'innovazione Carlo Villoresi — Consiglio dei Corsi di Studio della Facoltà di Scienze Tecnologiche e dell'innovazione Ilaria Zerba — Consiglio di Facoltà di Scienze Economiche e Giuridiche Università Telematica Pegaso - (Nomi e cariche dei firmatari, in ordine alfabetico) Antonio Brienza — Rappresentante NdV Lorenzo Becconi — Rappresentante CPDS L-18 Makeo Brancati — Rappresentante CdS L-31 Natale Corsaro — Rappresentante CPDS L-7 Luciano D'Andrizza — Rappresentante CdS L-M Rosalinda Di Noia — Rappresentante CdS L-18 Alessandro Ghidoli — Rappresentante CdS L-22 Nazareno Grande — Rappresentante CPDS L-7 Anna Grasso — Rappresentante CPDS LM-14 Alessio lagrossi — Rappresentante CdS LM-01 Gianfranco Lancetta — Rappresentante CPDS L-31 Diego Salvatore Lupoli — Rappresentante CdS L-19 Angela Marino — Rappresentante CdS LM-39 Alberto Mauro — Rappresentante Facoltà di Ingegneria e Informatica Ilaria Nocentini — Rappresentante CPDS LM-56 Sara Ranieri — Rappresentante CPDS L-19 Luana Rodriquez — Rappresentante Facoltà di Scienze Umane. della Formazione e dello Sport Pierluigi Sciacca — Coordinatore della Consulta Studentessa e Rappresentante CdS L-10 Domenico Sicilia — Rappresentante CdS LM-26 Deborah Maria Uboldi — Rappresentante CPDS L-10 Università San Raffaele Roma - (Nomi e cariche dei firmatari): Giada Guerra
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