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L'Italia è più stabile di Francia e Germania. I dati smentiscono i gufi
Oggi 30-08-25, 07:53
Non è più l'Italia dei compiti a casa. E' oramai conclamato che è più stabile di Francia e Germania. In un'Europa travolta da turbolenze economiche e fragilità politiche, il nostro Paese guidato da Giorgia Meloni emerge come un modello di resilienza e pragmatismo. E così mentre i mercati finanziari tremano davanti ai conti in rosso di Parigi e Berlino – quest'ultima sprofondata in una crisi industriale senza precedenti – l'Italia continua a marciare a ritmi che pochi avrebbero osato sognare solo due anni e mezzo fa. I dati economici più recenti confermano una tendenza inequivocabile. Nel secondo trimestre del 2025, il Pil italiano è cresciuto dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre nel primo trimestre aveva già fatto registrare un +0,3% rispetto al trimestre precedente e un significativo +0,7% su base annua. Come ha sottolineato il deputato di Fratelli d'Italia Federico Mollicone, «l'Istat va citato nella sua interezza. Sì, c'è stato un calo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente (primo 2025, ndr), ma è una tendenza europea. La Francia è sull'orlo del default economico e la Germania affronta una crisi profonda, con tre anni di recessione e un calo della produzione industriale del 12% dal 2019». L'Ufficio parlamentare di bilancio, organismo indipendente, conferma questi risultati: la crescita tendenziale italiana (+0,7%) supera quella francese (+0,6%) e stacca nettamente la Germania, ferma al palo con uno 0%. Ma i numeri del Pil non raccontano tutta la storia. In due anni e mezzo, sono cresciuti quasi un milione di nuovi posti di lavoro, portando l'occupazione a livelli record: disoccupazione ai minimi da 18 anni, contratti stabili in aumento, precariato in calo. Come ha dichiarato più volte la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, «questi dati ci rendono orgogliosi, ma non sono solo merito del governo. Sono il frutto di una strategia condivisa, di scelte coraggiose e di un Paese che ha ritrovato fiducia». Tre fattori chiave hanno permesso all'Italia di superare la stagnazione europea. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con investimenti pubblici mirati in infrastrutture, green economy, digitalizzazione e formazione per rilanciare la domanda interna, trainando crescita e occupazione. Secondo fattore, il turismo che ha fatto registrare una ripresa, superando i livelli pre-pandemia. Ogni estate, milioni di visitatori sostengono commercio, servizi e migliaia di piccole imprese. E infine, il taglio del cuneo fiscale, i sostegni alle famiglie e gli aiuti alle imprese che hanno mantenuto resiliente la domanda interna nonostante le pressioni inflazionistiche. E ora anche l'inflazione cede il passo: ad agosto 2025, l'Istat ha registrato un rallentamento significativo, guidato dal calo dei prezzi dell'energia. Altro capitolo, la politica. In un'Europa sempre più instabile, l'Italia appare come un'isola di governo forte e coeso. In Francia, una legge di bilancio da 43,8 miliardi di euro di tagli ha scatenato il caos politico. I mercati sono in caduta libera, Emmanuel Macron guida un Paese – si fa per dire – che rischia di affondare in una crisi di legittimità. Neanche la Germania è baciata dal sole. Il fragile neo governo di Friedrich Merz naviga in acque minate: margine parlamentare esiguo, partner socialdemocratico indebolito e un'opposizione radicale in agguato. Insomma, non è più l'Italia dei compiti a casa.
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