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L'ultima follia woke: un film erotico su Mangione. Anti-Tump pazzi per un assassino
Oggi 12-03-26, 17:08
Da assassino e terrorista a icona pop in stile Che Guevara con i lustrini. Nel sottobosco antitrumpiano a stelle e strisce ormai Luigi Mangione, il 27enne che il 4 dicembre 2024 ha ucciso a colpi di pistola il manager delle assicurazioni sanitarie Brian Thompson a New York, è visto come un eroe. Vuoi per l'aspetto da modello o da attore, vuoi per la teatralità del suo gesto: sulle pallottole erano incise le parole «deny, defend, depose», la strategia attribuita ai colossi delle assicurazioni per evitare di pagare i contribuenti. Ebbene, dopo le magliette con la sua faccia andate a ruba nei negozi online così come gli abiti che indossava quando è stato arrestato, si muove lo showbiz. A innamorarsi dell'italoamericano del Maryland - buona famiglia, studi esclusivi, una laurea in tecnologia - sono infatti registi e artisti della sinistra «queer» americana. Bruce LaBruce, noto per un adattamento di «Teorema» di Pier Paolo Pasolini intitolato «The Visitor», sta per lanciare quello che ha definito un «Luigi Mangione sex cult movie». Ne parla il britannico Guardian che intervista uno spaesato Gus Van Sant, regista di punta e amico di LaBruce, che si chiede perché quello che per tanti «boomer» è un omicida per molti nella «generazione Z» è un eroe. Il discorso è sì generazionale ma soprattutto politico. La sinistra «woke» considera Mangione il giustiziere dei soprusi del sistema capitalistico, oltre che un sex symbol (basti pensare al clamore che c'è stato per i presunti video intimi inviati a un utente dell'app di incontri Grindr). A fine gennaio un tale si è presentato al carcere di Brooklyn per farlo evadere. Era armato, si fa per dire, di un forchettone da barbecue e di una rotella tagliapizza. Ma la «fanbase» di Mangione cresce nel tempo e coinvolge l'area creativa dell'attivismo woke e arcobaleno. A giugno a New York partiranno le udienze del processo federale. Il giudice ha escuso la pena di morte, ma in caso di condanna Mangione potrebbe finire all'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale: carcere a vita. Ebbene, negli stessi giorni nella Grande Mela andrà in scena «Luigi: the musical», una commedia musicale che ha debuttato a San Francisco qualche mese fa. Al netto del valore artistico - le stroncature sono state senza appello - nell'opera viene raccontata la vita in carcere di Mangione insieme a Puff Daddy, il rapper condannato per crimini sessuali, e il criptotruffatore Benjamin Bankman-Fried. Come si può ideare uno spettacolo leggero ispirato al responsabile di un omicidio, senza una parola per la vittima? Le autrici Arielle Johnson e Nova Bradford hanno spiegato che i temi centrali del musical sono la vita in carcere e i meccanismi che provocano la celebrità. Argomentazione debole che trasuda ipocrisia: mai avrebbero fatto lo stesso spettacolo per un detenuto comune. Motivazioni simili sarebbero alla base, almeno sulla carta, del documentario «Luigi» di Liza Mandelup realizzato per Rolling Stone. Nel film gli adoratori di Mangione spiegano perché lo amano tanto. Tra loro il pittore Boo Patterson che gli ha dedicato un quadro a olio dal titolo «Il marito del popolo». Sì, siamo al transfert erotico di parte della sinistra americana che neanche si accorge dell'assurdo della violenza che si trasforma in canzoni e paillettes. Una comunità radicale senza paladini a cui sta bene idolatrare un assassino.
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