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"Mia figlia terrorizzata, quell'uomo l'ha colpita mentre andava a scuola"
06-02-2026, 09:00
Un incubo finito e la speranza di non rivedere più per strada l'aggressore della figlia. Il racconto è di Sara (nome di fantasia), mamma di L., la 12enne colpita lunedì mattina su via Tiburtina, a San Lorenzo, dal 22enne tunisino protagonista nel quartiere di diverse altre violenze contro donne e bambini. Che cosa è successo? «Mia figlia fa la seconda media e come tutte le mattine stava andando a scuola con le sue amiche. Alle otto meno cinque mi chiama piangendo, tremando: "Mamma mi hanno aggredita". Sono scesa di corsa, scalza e in canottiera, e mi ha detto che un uomo le ha sferrato un pugno tra l'orecchio e la guancia, lei è caduta e lui con tranquillità è andato via. Quando sono arrivata l'ho visto allontanarsi, ma fortunatamente siamo persone con la testa. Abbiamo respirato e abbiamo chiamato chi di dovere. Siamo andati a sporgere denuncia». Sua figlia come sta adesso? «Bene per fortuna, ma la paura è stata tanta, perché stamattina (ieri, ndr) quando ha saputo che l'avevano liberato non voleva andare a scuola». Avevate già visto quell'uomo? «Lo conoscevamo perché ha sfasciato finestrini, macchine... Però è psichiatrico, non si poteva mai fare nulla. Questa volta ha aggredito in modo pesante e si è attivata una rete, gli assessori del Municipio sono stati bravissimi, si sono interessati. Poi a monte c'è il magistrato, la prefettura, che decidono». Conoscete la donna che è stata aggredita in bici con il figlio? «Certo. L'aggressione a lei e a mia figlia è avvenuta lo stesso giorno. Noi alle otto meno cinque, lei alle quattro e mezza». Adesso L. se la sente di andare a scuola da sola? «Sì perché sa che è rientrato in ospedale. Oggi pomeriggio (ieri, ndr) mi ha detto: mamma allora esco. Le ho detto certo, andate a festeggiare». Ieri mattina era circolata la notizia che l'aggressore fosse di nuovo in giro per il quartiere. «In quel momento abbiamo chiamato gli assessori municipali e abbiamo detto: se ora non vi muovete voi… …Farà una brutta fine. «La gente era stufa. E siccome la giustizia non ci aiuta, già girava voce che qualcuno volesse andarlo a cercare. Sono la minoranza del quartiere, tutti gli altri non sono così, ma se non l'avessero preso avremmo fatto giustizia noi. Ma non è giusto, perché la giustizia c'è».
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