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Modena, il Gip chiarisce: "Non ha agito in conseguenza di disturbi psichici. Voleva maggior numero di vittime"
Oggi 19-05-26, 19:50
Al momento non ci sono elementi per ritenere che il gesto compiuto sabato pomeriggio da Salim El Koudri sia una conseguenza della patologia - disturbo schizoide di personalità - per cui era stato in cura al Centro per la salute mentale di Castelfranco Emilia. Ad affermarlo è stato il gip Donatella Pianezzi nell'ordinanza con cui oggi ha convalidato l'arresto del 31enne che in pieno centro a Modena ha travolto con l'auto i passanti per poi scagliarsi contro di loro col coltello. Per la Gip non ci sono per il momento nemmeno elementi per ritenere che El Koudri fosse incapace di intendere e volere quando ha commesso il fatto. Anzi, Salim El Koudri guidava nella direzione più adatta per colpire il maggior numero di persone possibile. Infatti, come ricostruito, inizialmente punta il marciapiede del lato destro di Via Emilia, dove colpisce i primi pedoni e una ciclista, e poi si rimette in carreggiata. Poi, poiché le persone riescono a schivarlo, punta direttamente il marciapiede sul lato sinistro che era in quel momento molto affollato. Dopo la folle corsa e lo schianto, El Koudri ha tentato anche di rimettere in moto la Citroen C3, ma non è chiaro se per colpire ancora o fuggire. L'intento è stato comunque quello di allontanarsi, prendendo anche una via laterale per fare perdere presumibilmente le sue tracce. Di qui il rischio concreto di fuga che, a causa anche dei legami stretti della famiglia col Marocco, si sarebbe potuta concretizzare con un vero espatrio. Il nucleo familiare di Salim infatti, ricostruisce la giudice per le indagini preliminari, ha mantenuto in questi anni stretti i contatti coi familiari nel Paese nordafricano e lo stesso Salim avrebbe buoni rapporti coi cugini che abitano lì, suoi coetanei. Un altro elemento a supporto di questa tesi è che il 31enne, quando lavorava, metteva da parte denaro per le vacanze in Marocco. Due anni fa tutti insieme l'ultimo viaggio lì. In Italia Salim non aveva un lavoro stabile, non ha una compagna e una famiglia propria, a parte genitori e sorella, quindi se lasciato libero si può ipotizzare una fuga per il Marocco, dove avrebbe una rete di supporto in grado di coprirlo
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