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Orrore online. Arriva la schedatura del "turismo sionista"
Oggi 18-07-26, 07:58
La caccia all'ebreo, nel 2026, passa da un modulo Google. Si chiama «Mappatura turismo sionista» ed è il nuovo volto della delazione.Si tratta di un form online da compilare che gira nel web, rimbalza su whatsapp e nelle chat, per schedare la presenza di ebrei in strutture ricettive italiane e non solo. Non è un semplice questionario. Gli autori, infatti, dichiarano di voler registrare casi di turismo, compravendita e «neocolonizzazione sionista» in Italia per «coordinare eventuali iniziative». Il documento usa il lessico e l'impronta della galassia pro-Pal più radicale, quella che ha sostituito la critica al governo israeliano con una categoria indistinta e potenzialmente illimitata: il «sionista». Nel modulo non c'è una definizione.Non viene spiegato chi debba essere considerato tale, né in base a quali prove. «Questo modulo - si legge <serve a registrare i casi di turismo, compravendita e in generale neocolonizzazione sionista in Italia. I vostri dati rimarranno protetti e riservati ma vi chiediamo una fonte per poter coordinare eventuali iniziative e dare supporto ai territori colpiti dal fenomeno». Ci sono invece caselle da riempire: Turismo di decompressione di soldati sionisti, compravendite, eventi e legami istituzionali. Poi la regione, la città e possibilmente «un hotel, un resort, una via». Chiedono la fonte della notizia, le associazioni già attive sul territorio, i comitati disponibili a intervenire, le «figure fidate» nelle istituzioni, tra gli esperti, i giornalisti e i personaggi noti. Infine chiedono un contatto personale di chi segnala. È la costruzione di una rete: chi osserva, chi riferisce, chi verifica e chi, successivamente, potrà essere attivato. La storia europea conosce bene il significato delle liste con nomi, indirizzi, mestieri e relazioni. Prima della persecuzione organizzata, infatti, ci furono i delatori, quelli che indicavano una casa, un negozio, una famiglia. Proprio la memoria della Shoah impedisce di liquidare come innocua una raccolta che classifica luoghi e persone attraverso l'etichetta di israeliano, sionista, ebreo. Nel modulo non compare il nome del titolare della raccolta, non c'è un'informativa specifica sul trattamento dei dati, non sono indicati tempi di conservazione, responsabili, accessi o cancellazione. Eppure si sollecitano informazioni anche su terzi che potrebbero ignorare di essere stati inseriti nel circuito. La galassia pro-Pal ha già lanciato le «campagne di turismo etico» con lo slogan «no room for genocide». Nel luglio 2025, il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese), ha invitato i suoi “partner, alleati e sostenitori in tutto il mondo a fare pressione sugli Stati affinché rispettino il loro obbligo di perseguire sul proprio territorio chi è coinvolto/a in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio contro i palestinesi. La campagna, hanno fatto sapere, è rivolta anche a «fare pressione su aziende come Booking e Airbnb affinché pongano fine alla loro complicità nell'apartheid, nella pulizia etnica e nei crimini di guerra di Israele. A tal fine, stiamo mobilitando sostenitori e gruppi solidali in tutto il mondo, nonché proprietari di strutture ricettive che hanno preso o intendono prendere posizione contro il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale di Israele». Mentre i movimenti pro-Palestina sardi, già nei mesi scorsi, hanno organizzato presidi e manifestazioni contro la presenza di soldati israeliani nell'isola, reduci dalle operazioni nella Striscia di Gaza, per viaggi premio o di «decompressione» dallo stress post-traumatico da combattimento.
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