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"Per Alfredo e la Palestina", show degli anarchici al processo. E chiamano Cospito a testimoniare
Oggi 19-03-26, 13:07
Come raccontato da Il Tempo nelle ultime settimane, la battaglia degli anarchici continua dentro e davanti ai tribunali. "Non siamo disposti a chiedere scusa per aver lottato al fianco di Alfredo e affermiamo con decisione la nostra simpatia verso ogni azione fatta nel mondo in quei mesi di sciopero della fame, affianco di Alfredo Cospito e degli altri prigionieri per contrastare il 41 bis. E la nostra solidarietà verso il popolo palestinese con estrema tenacia resiste e trova nella resistenza la sua ragione d'essere", sono le dichiarazioni fotocopia di sei imputati al processo di Bologna per l'attentato al ripetitore di Monte Capra (Sasso Marconi), dove fu appiccato un incendio nel maggio 2022 e la scalata alla gru in piazza della Mercanzia (dicembre 2022), oltre che per interruzione di funzione religiosa, tutte azioni commesse in sostegno dell'anarchico Alfredo Cospito in regime di 41 bis. Ai tempi dei fatti l'anarchico, che sta scontando una lunga condanna per vari attentati tra cui la gambizzazione del manager di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, era in pieno sciopero della fame. La strategia difensiva mira a sottolineare le "circostanze mitigatorie" circa eventuali attenuanti, riporta il Resto del Carlino. Per farlo sono stati chiamati come testi chiamati dalla difesa, il professor Alvise Sbraccia, docente universitario di Scienze Giuridiche all'Unibo e Marzio Capra, genetista forense già vicecomandante del Ris di Parma, consulente della famiglia di Chiara Poggi nel caso Garlasco. Il testimone principale, per gli imputati, sembra però lo stesso Cospito, chiamato a deporre. La giudice di Bologna Nicolina Polifroni, tuttavia, si è riservata la decisione sulla richiesta di far testimoniare Cospito nel processo a carico dei sei attivisti anarchici. La richiesta di ammettere tra i testimoni il militante detenuto al 41-bis come detto è stata avanzata dai difensori dei sei imputati, gli avvocati Ettore Grenci, Mattia Maso e Daria Mosini, e Polifroni scioglierà la riserva nella prossima udienza, fissata per le 9.40 dell'8 aprile. Inizialmente gli indagati erano una ventina, e a molti di loro era stata contestata l'associazione con finalità di terrorismo, ma poi le accuse più gravi sono cadute. L'eventuale testimonianza di Cospito, secondo i legali, servirebbe a ricostruire il contesto in cui avvennero i fatti contestati ai sei imputati e potrebbe fornire elementi utili per valutare la possibile sussistenza di circostanze attenuanti. Cospito, spiega Grenci, potrebbe riferire quali fossero le sue condizioni in quel periodo e spiegare le ragioni della sua protesta contro la disciplina del carcere duro, e questo per il legale sarebbe utile perché da lì è nato l'interesse degli imputati a manifestare solidarietà nei suoi confronti. Un altro testimone chiesto dalla difesa con l'obiettivo di contestualizzare i fatti di cui sono accusati i sei attivisti è il docente universitario Alvise Sbraccia, che dovrebbe spiegare soprattutto quale fosse, all'epoca dei fatti, il dibattito pubblico sul 41-bis. In aula erano presenti cinque dei sei imputati, che prima della fine dell'udienza hanno reso dichiarazioni spontanee leggendo alcuni stralci di uno scritto che è stato poi consegnato alla giudice. In queste dichiarazioni, gli attivisti spiegano i motivi della loro contrarietà al 41-bis, definito senza mezzi termini "un regime carcerario di tortura", e affermano di "non essere disposti a chiedere scusa per aver lottato al fianco di Cospito", dichiarando anche che, proprio come è avvenuto per "il genocidio del popolo palestinese", anche "la violenza del 41-bis, seppure in scala 1 a 100 al confronto, è velocemente tornata sotto il velo di silenzio in cui giaceva prima della mobilitazione a cui abbiamo preso parte". Fuori dal Tribunale alcune decine di attivisti hanno dato vita a un presidio a favore dei sei imputati, esponendo due striscioni con le scritte "La solidarietà non si misura. Contro il 41-bis. Alfredo libero. Tuttx liberx" e "Contro la vostra guerra. Contro la vostra pace. Nessuna galera. Nessuna frontiera".
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Il Resto del Carlino
