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"Perché con Andrea può cadere la Corona". Scandalo Epstein, la profezia su re Carlo
Oggi 20-02-26, 09:18
L'arresto del principe Andrea al suo 66° compleanno ha segnato un momento senza precedenti per la monarchia britannica. “Daily Mail”, tabloid storicamente vicino alla Corona, traccia in un editoriale firmato da Richard Kay la portata dello scandalo che rischia di minare la fiducia dei sudditi nell'istituzione reale. “La caduta di Andrea potrebbe essere ormai completa”, scrive Kay, sottolineando che le conseguenze della vicenda potrebbero travolgere l'intera Casa di Windsor. Secondo l'editorialista, il problema non è solo l'ex duca di York, ma l'effetto devastante che le accuse di relazioni con Jeffrey Epstein, denaro e comportamenti sessuali discutibili, hanno avuto sulla percezione pubblica della monarchia. Lo scandalo, osserva Kay, ha “permeato ogni fessura del tessuto reale”, oscurando decenni di reputazioni costruite con impegno e sacrificio. La lentezza del Palazzo nel prendere decisioni decisive, aggiunge il giornalista, ha amplificato il senso di vulnerabilità e l'impressione di una monarchia incapace di proteggere la propria credibilità. I numeri confermano il rischio: secondo l'ultimo sondaggio sugli atteggiamenti sociali britannici, solo il 51% dei cittadini ritiene oggi importante la monarchia, un calo netto rispetto all'81% registrato quattro decenni fa. Tra i giovani, il sostegno scende ulteriormente. L'editoriale cita anche segnali concreti del cambiamento nell'opinione pubblica: quando la BBC annunciò che Andrea non sarebbe più stato principe, il pubblico del programma “Question Time” reagì con un “applauso spontaneo”, un segno evidente di disaffezione verso la Corona. Kay paragona la situazione attuale ad altri momenti storici della monarchia britannica, come l'abdicazione di Edoardo VIII o la morte di Diana, ma sottolinea alcune differenze cruciali. Andrea non gode del fascino né della popolarità del suo prozio e non può contare sul sostegno incondizionato dei sudditi. I privilegi tradizionali, i titoli e il prestigio militare non sono più sufficienti a proteggerlo. “Questa volta la situazione è diversa e pericolosamente diversa”, scrive il giornalista, sottolineando che la vicenda rischia di segnare un punto di svolta nella storia recente della monarchia. Nell'articolo viene criticata anche la gestione interna dello scandalo da parte della famiglia reale. Secondo Kay, l'esclusione di Andrea dalla vita pubblica è avvenuta “troppo poco e troppo tardi”. La fiducia iniziale nelle dichiarazioni dell'ex duca di York, l'assenza di provvedimenti immediati e il legame stretto con la regina Elisabetta hanno contribuito a far percepire la monarchia come incapace di affrontare la crisi. Episodi come la rimozione dell'ex duca dall'Ordine della Giarrettiera o dai ruoli pubblici sono stati percepiti come insufficienti a ristabilire la credibilità. Un ulteriore elemento di tensione riguarda le possibili conseguenze legali. Un processo a carico di Andrea sarebbe un evento mondiale, con implicazioni delicate per il re Carlo III, che non può testimoniare né essere chiamato a testimoniare nei tribunali. Kay scrive: “Se Mountbatten-Windsor avesse affermato di aver tenuto informato il re di qualsiasi aspetto della sua condotta, le implicazioni per la costituzione sarebbero state straordinarie”. Il tabloid evidenzia come ogni verdetto, sia di colpevolezza sia di innocenza, avrebbe effetti potenzialmente devastanti sulla reputazione della Corona. La crisi segna anche un cambiamento nel ruolo dei media. I tabloid, tradizionale sostegno della monarchia, stanno ora documentando il deterioramento della fiducia pubblica, con un'attenzione critica senza precedenti. Kay osserva come la lunga storia di amore della Gran Bretagna per la famiglia reale sia oggi messa in discussione, e come la generazione più giovane sembri distante dalle istituzioni tradizionali. In conclusione, “Daily Mail “descrive uno scenario mai visto nella storia recente della monarchia britannica: Andrea non è solo caduto in disgrazia, ma ha messo in discussione la stessa percezione dell'istituzione. La caduta di un membro della famiglia reale non è più un fatto privato; ha effetti pubblici e politici di vasta portata. “La caduta di Andrea potrebbe trascinare con sé la Casa di Windsor”, conclude il giornalista, sottolineando che la fiducia, una volta il pilastro del prestigio reale, è in bilico come mai prima d'ora.
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