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Perdere le elezioni per la linea-Lotito non sarebbe un affare
Oggi 04-07-26, 14:33
Dunque, ieri il presidente Lotito è tornato a parlare, e oggi Il Tempo ve ne dà correttamente conto, anche registrando il fortissimo dissenso che le sue parole hanno suscitato in città e sui social. Tutto ciò non sorprende: la comunicazione della Lazio e di chi guida la società è da tempo sconnessa rispetto ai sentimenti e alle attese dei tifosi. Da questo punto di vista, c'è qualcun altro che farebbe bene a riflettere. E qui scatta il nostro avviso ai naviganti, accompagnato da un consiglio (non richiesto ma sincero e caldo) alla buona politica di centrodestra. Leggete le cronache de Il Tempo, guardate bene le foto e i video del fiume di laziali l'altro pomeriggio a Ponte Milvio, esaminate la valanga social che cresce e viene giù da settimane. E soprattutto rileggete le analisi e i suggerimenti di Luigi Bisignani, che non ha mai dimenticato di offrire a tutti una possibile pars construens, uno sbocco costruttivo. Ormai le scelte (legittime ma molto discutibili, e in qualche caso letteralmente indifendibili) del presidente Claudio Lotito, che è anche un senatore della Repubblica, stanno diventando un fatto politico, cioè un fatto che produrrà la conseguenza politica di far perdere molti volti al centrodestra. E sarà un vero peccato, anzi un'autentica disdetta in una campagna elettorale che già si annuncia difficilissima. E però il cortocircuito rischia di attivarsi: se un tifoso percepisce di non poter far nulla per sbloccare la situazione della sua Lazio, può valutare (secondo me sbagliando) di prendersi una vendetta verso il partito e lo schieramento che ospitano il presidente contestatissimo. A mio avviso è un grave errore, perché i laziali rischiano di ritrovarsi con Lotito che resta in sella, più Conte e Schlein al governo. Una moltiplicazione delle disgrazie su tutti i fronti, non certo una loro attenuazione. E tuttavia il rischio c'è. Basta ascoltare con attenzione l'umore della città: come Il Tempo ha fatto, e come troppi altri media hanno rifiutato ostinatamente di fare per venti lunghi anni. Morale. Anche la politica farebbe bene, fermo restando il rispetto del diritto di proprietà, a esercitare una robusta moral suasion. O il presidente Lotito investe sue consistenti risorse; o trova partner e finanziatori; o si fa aiutare da una o più banche; o ridà a tutti la sensazione di un progetto credibile e di una crescita strategica; oppure, se nulla di questo può accadere e se anzi proseguono provocazioni tipo la storia della Reggina, è meglio che venda. Alle migliori condizioni possibili, naturalmente, che ha tutto il diritto di valutare. Non vuole farlo? Legittimo, anzi stralegittimo. Ma poi sarebbe ingenuo - da parte di altri - sottovalutare le conseguenze politiche ed elettorali della (sacrosanta) arrabbiatura di un popolo immenso di tifosi.
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